Isis, la Giordania annuncia: «Distrutto il 20% delle capacità militari jihadiste». Gentiloni: «Non sia bagno di sangue»

Domenica 8 Febbraio 2015
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La Giordania «ha distrutto il 20% delle capacità militari dell'Isis» con i 3 giorni di raid di rappresaglia che hanno colpito «56 obiettivi». Lo annuncia l'esercito di Amman in un comunicato. Dopo aver colpito i centri di coordinamento il primo giorno, poi armi e depositi, il terzo «abbiamo colpito i militanti, dove mangiavano e dormivano».

La Giordania ha fatto sapere, tramite il comandante delle sue Forze aeree, Mansour Jbour, che continuerà la sua offensiva contro l'Isis finchè il gruppo «non sarà annientato». «Continueremo i raid, ma in linea con i nostri piani operativi», ha aggiunto il militare in una conferenza stampa ad Amman, senza elaborare. Dall'inizio dei raid della Coalizione, «sono stati uccisi 7.000 combattenti dell'Isis».

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, intervistato a In Mezz'ora su Raitre, ha detto che «Non ci possiamo permettere un bagno di sangue a Mosul, e l'offensiva, sacrosanta, per riconquistare la città deve partire quando sarà matura e potrà essere non solo un'operazione militare ma anche politica. L'Isis si è espanso non solo per ragioni militari» ma anche come «reazione al governo di Baghdad che aveva escluso i non sciiti». Un bagno di sangue «avrebbe un effetto molto pericoloso» per le comunità sunnite.

Famiglia ostaggio Usa non voleva blitz teste di cuoio. Intanto i genitori della cooperante americana Kayla Mueller erano contrari ad un blitz delle forze speciali Usa per liberare la loro figlia tenuta in ostaggio dai miliziani dell'Isis in Siria, e sostenevano invece l'opportunità di un negoziato. La famiglia Mueller riteneva che tentare un'operazione militare sarebbe stato «troppo rischioso» e pertanto i piani per localizzare Kayla sono stati archiviati prima che potessero arrivare sulla scrivania del presidente Barack Obama per un'eventuale autorizzazione, ha detto a Foreign Policy una fonte militare informata sulle discussioni.

Venerdì scorso l'Isis ha affermato che Kayla Mueller è rimasta uccisa in un bombardamento dell'aviazione giordana in Siria. Non ne ha però mostrato il corpo, e la famiglia ha dal canto suo affermato di essere ovviamente «molto preoccupata», ma allo stesso tempo si è detta «fiduciosa che Kayla sia viva», e si è rivolta direttamente ai rapitori chiedendo di essere contattata «in privato».

Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 07:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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