SBARCHI

Immigrati, 50 mila arrivi entro agosto

Giovedì 24 Luglio 2014 di Marco Ventura
Altri cinquantamila, che si aggiungeranno agli oltre 80mila già arrivati dal primo gennaio. Un totale di 130mila migranti entro agosto.









Un esodo quasi senza precedenti. Al Viminale sono queste le cifre che corrono, l’entità del flusso previsto dal Nord Africa durante l’estate. Negli uffici di “Save the Children”, l’Onlus che si prende cura dei bambini e non solo, confermano che i migranti già approdati parlano di «decine di migliaia pronti a partire». Cinquantamila per il Viminale. E non c’è da stupirsi, se dal 1° gennaio al 21 luglio sono arrivati circa 81.500 eritrei, siriani, egiziani, somali, sub-sahariani... Le donne poco più di un decimo: 8.450, 13mila i minori (5.450 mano nella mano, 7.550 non accompagnati: prevalentemente siriani i primi, eritrei i secondi). Per farsi un’idea, in tutto il 2013 i migranti erano stati quasi 43mila, la metà che nei primi 7 mesi del 2014 (5.477 donne, 8.336 minori, 5.232 soli).



IL RITMO

Colpisce il ritmo delle traversate: nel fine settimana, il 18-19 luglio, in due giorni, hanno toccato terra, in buona parte grazie al soccorso della Marina ma stavolta col supporto della Guardia Costiera, in 6mila. «Cifre che potrebbero essere sottostimate», precisa Carlotta Bellini, responsabile della Protezione minori di “Save the Children”. «Abbiamo avuto altri picchi in maggio, ma il fatto che sia dovuta intervenire la Guardia Costiera dimostra che la richiesta di soccorso in mare è stata altissima. Le informazioni dalla Siria e dall’Eritrea, insieme alla situazione che degenera in Libia, non sono per nulla confortanti. Del resto, i profughi siriani nei paesi confinanti sono 4 milioni, di cui 300mila bambini. Poi ci sono i profughi interni e i bisognosi d’assistenza, 9 milioni 300mila (la metà minori)». Si capisce perciò la forza della spinta migratoria.



A fronte di questi numeri epocali, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati ha indicato a inizio anno in 35mila i fuggiaschi da ospitare in Europa. «Un numero troppo limitato», denuncia la Bellini. «Noi chiediamo che gli Stati europei aumentino la loro capacità di “resettlement”, insediamento, o di ammissione umanitaria, le due forme di accoglienza. E chiediamo che nei paesi confinanti con la Siria si provveda a processare tutte le domande, e garantire così di far arrivare i profughi in Europa già identificati e pronti per essere smistati». “Save the Children” chiede che venga data «assoluta priorità a bambini e minori non accompagnati, sempre comunque considerando l’interesse del minore». Il piano messo a punto il 10 luglio dal ministero dell’Interno, e adottato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, dovrebbe migliorare la situazione dell’accoglienza, soprattutto per i minori che verrebbero ospitati nel sistema per i richiedenti asilo e rifugiati, anche senza il riconoscimento di una forma di protezione sussidiaria ma semplicemente in virtù della loro minore età.



I FONDI

Anche i fondi, sulla carta, sarebbero sufficienti: 370 milioni di euro (70 per i minori). Ma non tutte le Regioni, incaricate di individuare le strutture in coordinamento con prefetture e Comuni, intendono collaborare nella stessa misura. Intanto la situazione resta «di estrema precarietà», dice Carlotta Bellini. «Mancano gli abiti, le scarpe, in alcune strutture i servizi minimi, l’acqua. Il cibo è inadeguato. Il piano c’è, ma va implementato. Organizzazioni e operatori non sono sufficientemente preparati». L’Europa ha di fatto lasciato sola l’Italia: «Non c’è stato alcun investimento dei paesi UE rispetto alle richieste del governo italiano, in particolare per il soccorso in mare. In pratica, tutto il peso della migrazione è sulle spalle dell’Italia. Le quote degli Stati UE per il resettlement e le ammissioni sono irrisorie». Unica eccezione la Germania, che a giugno ha portato la quota a 20mila. Sui 35mila fissati dall’Onu. Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 08:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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