Calabria, “terremoto” in Regione: peculato e falso, chiesto l'arresto per il senatore Ncd Giovanni Bilardi

Venerdì 26 Giugno 2015
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Terremoto giudiziario in Calabria. Otto misure cautelari personali e sequestri per 2,5 di beni a carico di 27 indagati sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza nei confronti di altrettanti consiglieri regionali della nona consiliatura della Regione Calabria.



Tra i destinatari delle misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Reggio Calabria sui fondi dei Gruppi consiliari regionali degli anni 2010, 2011 e 2012, c'è anche l'attuale assessore ai Lavori pubblici Antonino De Gaetano, che è ai domiciliari. È stato poi chiesto l'arresto per il senatore Ncd Giovanni Bilardi.



De Gaetano era finito al centro di un caso quando l'ex ministro degli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta rifiutò di entrare nella giunta guidata da dal governatore Pd Mario Oliverio, proprio per la presenza dell'assessore oggi finito ai domiciliari, citato in un'informativa della Polizia di Stato nell'ambito di un'inchiesta su un presunto caso di voto di scambio alle regionali 2010, ma mai indagato. Nel rinunciare all'incarico Lanzetta spiegò: «Non ci sono le condizioni di chiarezza sulla posizione dell'assessore Nino De Gaetano». In quell'occasione anche da Palazzo Chigi arrivò un messaggio analogo al presidente della Regione: fu l'allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio a sottolineare l'esigenza di avere in giunta «la certezza di profili senza ombre di dubbi».



Le indagini nell'ambito dell'operazione «Erga omnes» si sono concentrate sulla nona consiliatura regionale, nella quale il senatore Bilardi era stato eletto prima di passare a palazzo Madama, per le ipotesi di reato di peculato e falso nella gestione dei fondi destinati ai gruppi consiliari. Il politico è destinatario della misura degli arresti domiciliari. La Procura di Reggio Calabria ha chiesto l'autorizzazione a procedere alla giunta del Senato, come da procedura.



L'operazione Erga Omnes ha portato all'esecuzione, su richiesta della Procura di Reggio Calabria, di tre arresti ai domiciliari e cinque ordinanze di divieto di dimora nei confronti di altrettanti consiglieri regionali.



In particolare le indagini, effettuate anche a mezzo intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, hanno consentito di individuare diverse discrasie tra le movimentazioni e i saldi in conto corrente dei Gruppi consiliari regionali degli anni 2010, 2011 e 2012 e quanto documentato mediante le presentazioni del rendiconto annuale, celando il corretto impiego istituzionale per cui i fondi pubblici erano stati destinati.



In alcuni casi è stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese al fine di ottenere dall'ente regionale un doppio rimborso. I consiglieri devono rispondere dei reati di peculato e falso.
Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 00:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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