MATTEO SALVINI

Salvini respinto dagli immigrati a Porto Recanati. Lanci di uova e bottiglie ad Ancona

Lunedì 27 Aprile 2015

Accolto da lanci di uova, bottiglie e pomodori, respinto da un cordone di immigrati nordafricani che gli ha impedito di entrare all'Hotel House di Porto Recanati, un condominio multietnico che lui vorrebbe «radere al suolo con la ruspa», il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, in tour elettorale nelle Marche, è tornato ad attaccare la presidente della Camera Laura Boldrini: «È indegna di fare il presidente della Camera. Potrebbe condurre al massimo un centro sociale». Attacchi anche al premier Renzi, «uomo delle banche».

Una giornata di fuoco per Salvini, che, in felpa blu con la scritta "Marche", è sceso dal Nord al Centro per raccogliere firme a sostegno del candidato governatore Francesco Acquaroli, sostenuto da Fratelli d'Italia e Lega. Un tour cominciato a Fano, e proseguito ad Ancona, Porto Recanati e Macerata, con scontri fra polizia e manifestanti dei centri sociali ad Ancona e Macerata (un ferito alla testa fra questi ultimi, una poliziotta contusa). Durissima la bordata del leader leghista nei confronti di Laura Boldrini, che ha preferito non replicare: «Il voto di maggio, oltre a riportare un pò di normalità alle Marche, serve per dare il preavviso di sfratto a Renzi e Alfano, ma anche alla vostra conterranea Laura Boldrini: che torni a lavorare!» le parole di Salvini. Quanto a Renzi, definirlo di sinistra «è un insulto per qualcuno che veramente si ritiene di sinistra. Questo è l'uomo delle banche, l'uomo della finanza, è l'uomo dell'Europa, è l'uomo finanziato dalle cooperative che campano sui rom e sull'immigrazione clandestina». «Renzi - rincara Salvini parlando di immigrazione e naufragi - ha fallito su tutta la linea». «Bisogna prevenire i morti, evitare le partenze, evitare gli sbarchi, altrimenti rischiamo di pentircene».

A Fano, unica tappa tranquilla della giornata, il segretario della Lega argomenta: «Normalità significa che oggi a Roma un parlamento normale, un partito normale, un presidente del Consiglio normale, con quello che sta accadendo dall'altra parte del Mediterraneo, con la disoccupazione e il livello di tassazione che c'è in Italia, non occupa il Parlamento per una settimana con i litigi sulla Legge elettorale. Frega qualcosa a voi della legge elettorale? Vi pare normale che il Pd stia a scannarsi sulla legge elettorale?». Tanto che la Lega ha chiesto un incontro al presidente Mattarella per parlargli dell' «unica cosa che ci siamo prefissati di cambiare e che porteremo a casa, cancellare quella schifezza della Legge Fornero». Il premier Renzi, a stretto giro, risponde che alla «sfida demagogica», alla «deriva» incarnata dalla Lega di Salvini e dal M5S di Beppe Grillo il Pd fa «argine, grazie alla scelta di fare riforme attese da anni su cui altri governi si sono fermati e impantanati». Le riforme istituzionali e costituzionali «sono il simbolo di questa battaglia».

A Porto Recanati contro il segretario leghista scendono in strada anche il sindaco Sabrina Montali e il senatore Pd Mario Morgoni, sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, con bandiere e cartelli del tenore «Basta politica di bassa Lega», «no alle ruspe, no al razzismo». Salvini «sciacallo sulla pelle degli immigrati» l'affondo di Morgoni, mentre il segretario Dem Francesco Comi invita il leader leghista a «tornare al Nord» perchè nelle Marche non c'è spazio per la politica delle «risse plateali».

Ma la reazione simbolicamente più forte è quella di un centinaio di nordafricani alloggiati in alcuni dei 450 appartamenti dell'Hotel House - difficile esperimento di convivenza multietnica - che sbarrano l'ingresso all'ospite. La polizia preferisce non sfondare il 'murò, e Salvini risale in auto diretto a Macerata, dove trova altri 300 contestatori e lanciatori di uova: «squadristi» che «magari hanno festeggiato il 25 aprile» dirà.

Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 11:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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