"Filosofia dell’Osceno televisivo", dalla letteratura ai nuovi guru della televisione attraverso "la lente" di Carmine Castoro

Mercoledì 25 Settembre 2013
Un’oscenitŕ “fredda e comunicazionale”, come diceva Baudrillard, si č ormai inesorabilmente sostituita a quella classica dello scandalo sessuale, dell’impudicizia della carne, della “spiritualizzazione” delle anime e delle condotte.

Eppure, anche nel reticolare e in perenne fibrillazione mondo degli iper-media, resta traccia di questo canone dell’oscenitĂ  fisica, solo apparentemente superato.



Carmine Castoro, filosofo della comunicazione, giornalista professionista, autore televisivo (per RaiNotte e canali Sky) e apprezzato saggista giĂ  da molti anni, con una scrittura densa e uno studio approfondito, nel suo libro "Filosofia dell’Osceno televisivo – Pratiche dell’odio contro la tv del Nulla", passa dunque dal mito della caverna di Platone all’”orrore” dei reality show, da metafore cinematografiche ineludibili come Truman Show e Matrix a pezzi fondamentali della storia del pensiero occidentale. Dalla pittura, alla letteratura, a testi di brani musicali o alle nuove guru televisive super adorate come Maria De Filippi, per scandagliare l’Osceno riconducibile a 4 etimologie.



E' proprio grazie ad un’imponente opera di oblìo della nostra cifra esistenziale piĂą autentica, della nostra radice esperienziale e fenomenologica, che si è potuto innescare e ingigantire, negli ultimi decenni, quel regime dell’Indistinto, dell’Indifferenziato, dell’equidistanza fra realtĂ  e simulazione, vero e falso, fatto vissuto e “macchina” dell’apparire che è oggi la natura piĂą preoccupante e devastante del sistema dei media e dell’Osceno come categoria estetica che lo rappresenta. Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 09:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Calimero e la gabbianara della Balduina

di Marco Pasqua

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma