Sanità più vicina al territorio: progetti a Orte, Acquapendente e Vetralla per 50 milioni di euro

Donetti e d'Amato a Petignano (Orte)
di Federica Lupino
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Martedì 31 Agosto 2021, 07:05

Case della comunità? Le nuove versioni della casa della salute nasceranno ogni 20/25mila abitanti. Ospedali di comunità? Uno ogni 80mila abitanti, con posti letto a gestione infermieristica. Servizi sanitari diffusi più capillarmente in provincia per venire incontro alle esigenze dei cittadini ma anche per fare da filtro nei confronti dei nosocomi principali, Belcolle in primis. Sono le linee guida del nuovo Piano territoriale sanitario della Asl di Viterbo, presentato ieri dall’assessore alla Sanità e all’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, e dal direttore generale dell’azienda, Daniela Donetti.

Tre i progetti di prossima realizzazione: ad Acquapendente sorgerà una nuova struttura sulla Cassia alle porte della cittadina che conterrà il nuovo ospedale di zona disagiata (quello attuale sarà trasferito qui), l’ospedale di comunità e la casa della comunità; a Vetralla, in un immobile già dato in comodato d’uso dal Comune, verrà realizzata la nuova casa della comunità di Vetralla; a Orte, in località Petignano, all’interno di una struttura già realizzata ma da anni in stato di abbandono, vedrà la luce il nuovo ospedale di comunità e casa della comunità.

I tempi di realizzazione non sono ancora definiti: dipenderanno, infatti, da quelli di arrivo dei finanziamenti. Il totale delle risorse necessarie ammonta a 50milioni di euro, in parte finanziati (come i circa 3milioni e mezzo di euro destinati al completamento della fase 1 della struttura ortana) e in parte già inseriti come richiesta di finanziamento nel Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il nuovo sistema territoriale della Asl viterbese ha iniziato a prendere forma nei mesi scorsi con alcuni interventi già realizzati, come il polo riabilitativo di Montefiascone, il centro di riferimento odontoiatrico a Ronciglione, la presenza dei team Uscovid che proseguiranno a essere operativi, trasformandosi in Uscat, anche al termine dell’emergenza Covid.

“Forti dell’esperienza che abbiamo maturato in questi ultimi 18 mesi – ha spiegato il dg Donetti – abbiamo programmato e costruito un nuovo disegno di sistema sanitario territoriale nella Tuscia, anche post pandemico, nel quale diventa concreto il concetto di proattività e di prossimità degli interventi. Un sistema che intende garantire una assistenza che risponda ai bisogni di salute con una offerta di salute appropriata, coerente e sostenibile”.

D’Amato ha illustrato la mission del nuovo piano. “Da una medicina di ‘attesa’, con il medico a disposizione del cittadino, pronto ad affrontare gli eventi al loro verificarsi, passeremo  - ha commentato - sempre più a una medicina di opportunità e di iniziativa più moderna, dinamica, attiva nel campo della gestione delle malattie croniche e della prevenzione".

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