Rimpatriati i ragazzi viterbesi che erano bloccati a Malta: ieri sera l'arrivo a Roma

L'aereo da Malta che ha riportato i viterbesi
di Federica Lupino
2 Minuti di Lettura
Sabato 24 Luglio 2021, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 14:30

È finita l’odissea dei 4 studenti viterbesi bloccati a Malta durante il soggiorno-studio perché positivi al Covid-19: ieri sera sono atterrati a Fiumicino. Sono stati rimpatriati, insieme agli 152 altri ragazzi italiani presenti sull’isola, con un volo charter messo a disposizione dall'Ente nazionale del turismo maltese (Mta) dall'aeroporto della Valletta. “Alle 9 di ieri mattina hanno consegnato i bagagli e sono rimasti in attesa nelle rispettiva camere per il trasporto. Erano entusiasti di poter finalmente partire”, racconta Giulia Rapino, la madre di Alessandro, il 17enne del Ruffini che nei giorni scorsi era finito persino in ospedale perché disidratato dopo giorni di vomito e diarrea.

I ragazzi sono atterrati verso l’ora di cena a Roma per essere presi in carico dalla Protezione civile e trasportati allo Sheraton, il Covid hotel della capitale. Qui ieri sera sono stati sottoposti al tampone molecolare per verificare se nei giorni di isolamento a Malta si siano negativizzati. In caso il virus non fosse più presente, verrebbero rimandati a casa. Se, invece, dovessero risultare ancora positivi le ipotesi sono due: continuare l’isolamento nelle rispettive abitazioni se reputate idonee dalle autorità sanitarie; qualora invece non ci fossero le condizioni per scongiurare un’ulteriore diffusione del virus tra le mura domestiche, allora dovrebbero rimanere in quarantena nell’albergo romano fino alla negativizzazione. I risultati dei test, e le conseguenti destinazioni dei ragazzi, si sapranno solo oggi.

Ieri intanto i genitori degli studenti viterbesi sono partiti alla volta di Roma per salutare, seppur da lontano, i propri figli. “Per noi è un enorme sollievo che siano stati riportati in Italia. Qui finalmente verranno visitati e presi in carico dal sistema sanitario”, commenta Rapino. La Asl di Viterbo ha contattato le famiglie per intervenire, se necessario.

© RIPRODUZIONE RISERVATA