Omicidio Gianlorenzo, teste smonta la difesa dell'imputato: ​«Quel giorno non era nel suo terreno»

Martedì 29 Settembre 2020
Il Tribunale di Viterbo

«Quel giorno Aldo Sassara non era nel suo terreno a San Savino». Omicidio Gianlorenzo, il vicino dell’imputato mette in crisi la versione dell’imputato. Il settantenne Aldo Sassara, accusato di aver ucciso il 14 agosto 2016 il cognato Angelo Gianlorenzo, ieri non era presenta all’udienza in Corte d’Assise, le sue condizioni di salute non glielo permettono.

«Chiedo la revoca di tutti i testi della difesa - ha esordito in apertura l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta -. Lo faccio perché spero si arrivi quanto prima a una sentenza. Il mio assistito è gravemente malato».
Su richiesta di pubblica accusa e parte civile - avvocati Giovanni Bartoletti, Corrado Cocchi e Francesco Bergamini - un testimone è stato però ascoltato. 

A parlare, per quasi due ore, l’agricoltore che lavora accanto al terreno dell’imputato in località Monte San Savino, proprio dove Sassara disse di aver passato la mattinata il giorno dell’omicidio. «Lavoro e vivo lì, mi occupo degli ovini. Il terreno del signor Sassara è a circa 200 metri in linea d’aria da casa mia. Riesco a vederlo bene non ci sono ostacoli o piante che possano impedire la vista. E quella mattina non l’ho visto e non l’ho nemmeno sentito. Dico sentito perché Sassara in quel terreno, di un ettaro e mezzo, lavorava col trattore per arare.  Sono sicuro di non averlo visto e ricordo bene la giornata perché poi mi dissero dell’omicidio e ho pensato che non lo avevo visto. Sono stato sull’azienda dalle 6 del mattino, più o meno non so mai a che ora inizio ma è sempre presto, fino alle 10,30 quando ho portato mia figlia alle giostre».

Proprio su questo punto la difesa, al termine della deposizione, ha chiesto di ascoltare un altro testimone nonostante la revoca iniziale. La Corte ha accolto l’istanza. Nella prossima udienza, fissata per il 12 novembre, torneranno anche i medici legali. Le parti vogliono chiarezza sulla dinamica della morte e su cosa, realmente, abbia portato l’ottantenne Angelo Gianlorenzo al decesso.

Saliranno sul banco dei testimoni la dottoressa Mariarosaria Aromatario che ha eseguito l’autopsia e i consulenti di parti. I tre professionisti saranno messi a confronto in contraddittorio. La Corte d’Assise ha anche già deciso la data per la discussione, giorno in cui il pm Massimiliano Siddi dovrà formulare la richiesta pena. La data è fissata al 23 novembre.

Ultimo aggiornamento: 19:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA