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Omicidio Fedeli, la Cassazione conferma 25 anni di carcere per Micheal Pang

La vetrina del negozio di Fedeli, il giorno dell'omicidio
3 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 05:15 - Ultimo aggiornamento: 18:27

Omicidio Fedeli, la Cassazione conferma 25 anni di carcere per Micheal Pang. Ieri pomeriggio la Suprema Corte ha rigettato il ricorso, presentato dall’avvocato della difesa Remigio Sicilia, confermando quanto avevano già detto i giudici delle Corte d’Assise di primo e secondo grado. Il 3 maggio 2019 il ventenne Pang, da pochi mesi arrivato nella Tuscia, uccise a colpi di sgabello Norveo Fedeli.

Il 73enne viterbese, noto commerciante del capoluogo, morì in un lago di sangue nel suo negozio in pieno centro, poco dopo le 13. Pang lo colpi più e più volte, perché non riusciva a completare la transazione per acquistare jeans e capi firmati. Il ventenne, dopo aver ucciso il commerciante, sì infilò delle buste di plastica sulle scarpe ricoperte di sangue e lasciò Viterbo. I carabinieri, aiutati dalle telecamere di sorveglianza, arrestarono l’americano il giorno dopo a Capodimonte. Dopo una notte in carcere il ragazzo confessò tutto, chiedono perdono ai familiari della vittima e anche alla città di Viterbo. La Corte d’Assise di Viterbo, a dicembre 2021, ha condannato il giovane americano a 25 anni e 6 mesi di carcere e al pagamento di una provvisionale in favore dei familiari della vittima di 445mila euro.

I giudici togati e popolari hanno escluso l’aggravante della crudeltà, contestata durante il dibattimento in primo grado dalla pubblico ministero Eliana Dolce, che ha seguito le indagini sull’omicidio coordinando gli agenti della Squadra Mobile di Viterbo. Il ricorso era stato presentato dai difensori di Pang, avvocati Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, che chiedevano una revisione della pena sostenendo che la colluttazione tra vittima e imputati fosse iniziata proprio su impulso del commerciante viterbese. Ma i giudici della Cassazione hanno respinto le motivazioni della difesa, confermando la pena integralmente.

All’udienza in Cassazione anche i legali della famiglia Fedeli, avvocati Fausto e Giorgio Barili (quest’ultimo sostituito dal collega Cesare Gai). «Si chiude definitivamente questa vicenda che ha sconvolto non solo la famiglia di Norveo ma l’intera comunità viterbese. Siamo ovviamente soddisfatti, non ci aspettavano niente di diverso. Ora aspettiamo di leggere le motivazioni». Il giovane americano sta già scontando la condanna, dal giorno dell’arresto è rinchiuso nel carcere di Viterbo.

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