La vendemmia è d'oro, produzione in leggero calo ma la qualità sarà super

Lunedì 30 Settembre 2019
Ci saranno meno bottiglie con l'etichetta del 2019 ma saranno migliori. La vendemmia descritta dalla Coldiretti è caratterizzata da «un leggero calo nella quantità, ma sicuramente guadagna la qualità che è davvero buona», assicura il presidente Mauro Pacifici. Quest'anno le operazioni sono iniziate in ritardo perché le condizioni meteo, con un maggio straordinariamente piovoso, hanno spostato leggermente in avanti i tempi di maturazione. «L'estate molto calda - prosegue il presidente - ha però permesso di trasformare le sostanze aumentando il grado zuccherino. Significa che avremo un ritorno nella gradazione del vino che sarà superiore al solito».
Nella Tuscia, le zone storicamente a maggiore vocazione vitivinicola sono la Teverina e il bacino del lago di Bolsena, che vantano varie Dop e Igp. Il trend più recente restituisce però una provincia in cui la produzione è in calo. «Nel 2017 - rivela Pacifici - avevamo 2.370 ettari coltivati, oggi sono calati a circa 2.170 con un'ottantina di aziende che vinificano. Il 60% sono al di sotto delle 6mila bottiglie, quindi si tratta di piccole entità. Per il resto, parliamo di cantine di dimensioni superiori che producono ogni anno dalle 10mila bottiglie in su». Quello che però distingue il Viterbese dal resto d'Italia è la qualità. «Le produzioni medie nelle altre province sono di 100-110 quintali per ettaro, mentre da noi sono molto più basse, intorno al 70. Significa che altrove ci sono meno aziende che fanno filiera e imbottigliano, puntando piuttosto sulla quantità di uva da vendere. Nella Tuscia, invece, l'obiettivo è vendere vino buono. E per avere un prodotto di qualità superiore si inizia dalla vigna, optando per il diradamento». In controtendenza rispetto al calo nel raccolto, l'azienda Trebotti di Castiglione in Teverina. «Questa vendemmia - assicura Ludovico Trebotti - è la migliore di sempre per quantità e qualità. Abbiamo iniziato a fine agosto e termineremo i primi di ottobre con 15-20 giornate lavorative e circa 12 persone impiegate». Annata molto positiva anche per Sergio Mottura. «Abbiamo raccolto tutte le precoci e medio precoci, iniziando - spiega il titolare dell'azienda di Civitella d'Agliano - dallo chardonnay che si usa per la base dello spumante, poi il sauvignon blanc, quindi il pinot nero che è magnifico. E ancora il merlot che va molto bene e dopo lo syrah. Abbiamo quindi finito i grechetti e ora restano le viti che lasciamo per il muffo a fine ottobre-novembre. Abbiamo avuto una quantità sopra la media, sempre però mantenendo un'ottima qualità. Unica differenza, positiva, è un rapporto zuccherino un po' inferiore». Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 09:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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