La boxe e l'innovazione: l'alleanza (vincente) che non ti aspetti

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di Marco Pasqua

Nell'immaginario collettivo il pugile ha, spesso, a che fare con palestre fatiscenti e allenamenti improvvisati. Ma questo è un luogo comune, soprattutto nel secondo punto, che non trova riscontro nella realtà di chi fa di questa nobile arte una professione. E' anche per questo motivo, che la Federazione Pugilistica Italiana, per la prima volta, ha scelto di essere presente al Maker Faire. «Per noi l'innovazione è tutto», sottolinea Emiliano Marsili, già campione del mondo e figura di riferimento della boxe italiana. «Nulla è lasciato al caso e la tecnologia ci aiuta ad organizzare i nostri allenamenti», sottolinea Francesco Faraoni, del Gruppo Sportivo dei carabinieri, oltre che atleta della nostra nazionale. E così, tra sacchi e un ring, la Federazione ha dato spettacolo, con esibizioni ma anche con un'app dedicata per misurare il rendimento di chi pratica questo tipo di sport. «Molti pensano che le nostre sedute di training siano improvvisate, ma in realtà abbiamo dei programmi molto rigidi, che tengono anche conto del consumo medio di calorie, a seconda di età e peso», aggiunge Faraoni.
 
 

(Video di Emanuele Valeri/Ag.Toiati)

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