Achille Lauro: «Mi copiano in tanti, ma io sono su un altro pianeta»

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Non uno show, ma un rito. Quello dei fan adoranti, che recitano a memoria i loro brani, “inginocchiati” (letteralmente, quando il “leader” chiede, la folla esegue) di fronte ai due amici-colleghi Achille Lauro e Boss Doms. Tutto esaurito all'Atlantico – un dato tutt'altro che scontato, obiettivo fallito da diversi nomi della scena rap – per “La morte del cigno”, questo concept show che segue quello dell'Alcatraz del 7 novembre. Una celebrazione della sambatrap, al centro dell'ultimo album di Lauro, “Pour l'Amour” e, ora, punto di partenza per qualcosa di nuovo, che sarà annunciato a fine mese. «Sarà un 2019 pieno di novità», dicono dall'entourage di Lauro. Il ragazzo di Vigne Nuove, ora trapiantato a Milano, non dimentica le sue origini: neanche chi lo segue, qui, per incensarlo e adorarlo. Cento date, solo nel 2018, anche se Roma resta speciale.

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(Video Andrea Giannetti / Agenzia Toiati)

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Tutti in fila per la macchina mangia-plastica (che però è rotta)

di Pietro Piovani