Tour goloso tra le botteghe segrete delle colline pisane

Lunedì 1 Dicembre 2014
Vista da San Miniato

La Toscana dei sapori e delle eccellenze gastronomiche ha ancora molti segreti da svelare. Per scoprirne qualcuno basta concedersi qualche giorno a zonzo tra le colline del Pisano, viaggiando spesso su strade secondarie e raggiungendo borghi di grande suggestione. Andarci adesso, accarezzati da un clima che risente favorevolmente della vicinanza del mare ma lontano dal tourbillon dei gastronomadi dell'alta stagione, è la scelta migliore. La folla non è il miglior abbinamento per assaggi, degustazioni e, perché no, shopping goloso.

Il tour all'insegna dei sapori genuini inizia a Fauglia, dove si trova il Caseificio Busti (www.caseificiobusti.it). L'edificio moderno, sede anche del conveniente spaccio aziendale, non deve trarre in inganno. Da quattro generazioni i Busti producono eccellenti pecorini, utilizzando esclusivamente latte proveniente dalla zona di cui è garantita la tracciabilità da apposite etichette applicate sulle forme. Tra le diverse linee di prodotti spiccano le cosiddette Selezioni, ovvero pecorini realizzati utilizzando solo latte di zone ben determinate, in modo da presentare aromi e profumi di ogni angolo di Toscana. Squisite anche «Le Delizie», che nascono dall'abbinamento con ingredienti selezionati nelle loro zone tipiche di produzione, come il pinolo del Parco di San Rossore, lo zafferano della Val D'Orcia o le noci di Sorrento. Al piano superiore è stato inaugurato lo scorso mese di settembre il Rifocillo, dove gustare i prodotti del caseificio, carni e vini locali accuratamente selezionati.

Lasciato il profumo intenso dei formaggi ci si sposta a Terricciola. Appena oltrepassato il paese, la Badia di Morrona (www.badiadimorrona.it) è la culla di bottiglie di qualità che nascono nei vigneti sparsi intorno al complesso abbaziale. La scelta spazia dai rossi corposi come il Taneto, ai fragranti Vermentini come il Felciaio, fino ai bianchi profumati e, naturalmente al Vinsanto DOC, invecchiato tre anni nei tipici caratelli di rovere. Dopo la visita alla cantina e allo spaccio, si possono fare due passi nell'area del monastero (fondato nell'XI secolo), ammirando il cortile e l'intima cappella. Del complesso fanno parte anche diversi edifici adibiti ad agriturismo e il ristorante tipico Locanda La Fornace che propone cucina tipica toscana cantucci inclusi fatti in casa .

Era la residenza estiva dei Vescovi di Lucca già nell'XI secolo la Villa di Usigliano, costruita su un poggio panoramico sopra il borgo di Palaia e con bella vista anche sul mar Tirreno e, in lontananza sul Monte Pisano. Oggi è sede dell'azienda Usiglian del Vescovo (www.usigliandelvescovo.it) che produce vini di grande qualità lasciati invecchiare nelle stesse cantine utilizzate quasi mille anni fa. Fra i rossi spiccano il morbido Mora del Roveto e il Barbiglione (più aromatico), ma grande interesse riscuote anche il Sangiosè, un rosato fresco e dalla gradazione contenuta. I tremila ulivi delle tenuta, inoltre, regalano un olio extravergine molto intenso e fruttato.

Una buona idea per una sosta defaticante è Montopoli in Val d'Arno, da sempre conosciuta per le sue terrecotte che oggi sono riproposte in versione moderna. E' piacevole passeggiare per le vie dell'antico borgo fortificato: d'obbligo la sosta alla Torre di Castruccio, ultima vestigia del castello distrutto nel 1944 e alla Torre di San Matteo da dove si gode il miglior panorama sulla Val d'Arno e perfino sulle Alpi Apuane.

Gran finale a San Miniato. Una breve passeggiata permette di ammirare il sontuoso palazzo del Seminario Vescovile, la Cattedrale del XII secolo e, appena sopra la Rocca di Federico II.

Il tour è il miglior antipasto alle visite alle botteghe più amate dai gourmet. Da «Il Cantuccio di Federigo» (tel. 0571 418344) si acquistano straordinari dolci caserecci: la scelta spazia da cantucci e ricciarelli, fino alle crostate con marmellate di frutta che hanno reso famoso anche fuori dalla Toscana il padrone di casa Paolo Gazzarrini

Si passa poi alla Norcineria Falaschi (www.sergiofalaschi.it), in attività dal 1925, con una vastissima scelta di salumi e insaccati: tra le specialità della casa, sono irrinunciabili la salsiccia al tartufo bianco di San Miniato, la spuma di gota, la soppressata agli agrumi e il mallegato (Presidio Slow food). Pochi metri più avanti c'è il negozio di Geminiani (www.gemignanitartufi.it) dove acquistare i rinomati tartufi bianchi di San Miniato e numerosi prodotti derivati come il burro, i patè, i pomodorini, le salse o gli olii aromatizzati. Una vera delizia.

I nostri consigli

Dove dormire

Hotel Quattro Gigli (Piazza Michele da Montopoli 1, tel. 0571.466 878; Montopoli Val d'Arno; www.quattrogigli.it). Ricavato nel quattrocentesco Palazzo della Podesteria è una struttura di charme di proprietà della stessa famiglia da oltre 80 anni. Eccellente ristorante con piatti della cucina tradizionale. Camera doppia con colazione da 65 euro a notte.

Dove mangiare

Enoteca Piazza del Popolo (Piazza del Popolo 10, San Miniato; tel. 0571 42548; www.piazzadelpopolo.eu). Locale piccolo ma ricercatissimo per l'originalità delle proposte, comunque legate al territorio, dello chef Salvatore Vigliotti e per la squisita accoglienza. Molto curata la carta dei vini. Conto sui 35 euro.

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 14:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA