Suarez, il video integrale dell'esame farsa sostenuto a Perugia: «Bambino porta “cocomera”...»

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Venerdì 30 Aprile 2021, 13:44 - Ultimo aggiornamento: 18:12

«Bambino porta cocomera... cocomero... perperoni... frutta e verdura con il carrello»: Luis Suarez usò queste parole nell'esame per la conoscenza della lingua italiana all'Università per Stranieri di Perugia. Lo fece quando gli esaminatori gli chiesero di descrivere due immagini. Mentre una telecamera fatta installare dalla procura di Perugia riprendeva il tutto. «In questa immagine sono una mamma e un bambino che fa i compiti» si sente dire Suarez. «E nell'altra?» chiede l'esaminatore. «Ci sono quattro persone, papà, mamma, bambino e bambina... per fare spesa... bambino porta cocomera...», le parole del 'pistolero'.

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«Mi chiamo Luis... sono nato in Uruguay... sono sposato con mia moglie da dieci anni... ho tre figli... sono calciatore professionista»: a parlare è Luis Suarez nel cosiddetto esame «farsa» per la conoscenza dell'italiano sostenuto all'Università per Stranieri di Perugia davanti ai due esaminatori che certificheranno poi una conoscenza dell'italiano di livello B1 necessaria per ottenere la cittadinanza comunitaria, procedura al cui esito era legata la trattativa in quel momento in corso con la Juventus. Una prova intercettata con una microtelecamera nell'ambito dell'indagine condotta dalla procura del capoluogo umbro e ora tra gli atti depositati dopo l'avviso di conclusione indagini agli ex vertici dell'Ateneo. Immagini nella quali si vede il “pistolero” anche mentre descrive un'immagine mostratagli dai docenti.

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Magliettina bianca, calzoni corti jeans e scarpe da tennis, l'attaccante compare in una piccola aula davanti ai due esaminatori. «Ciao, tutto bene?» chiede loro Suarez. «Tutto bene la risposta». Seduto a una scrivania, si vede l'attaccante, ripreso di spalle, compilare un modulo con i dati anagrafici.

In un clima apparentemente disteso. «Possiamo cominciare l'esame», gli dice uno degli esaminatori che gli chiedono poi di parlare di sé e di presentarsi. Suarez parla quindi della sua famiglia. «Sono sposato con mia moglie da dieci anni e ho tre figli... il più piccolo si chiama Lautaro» aggiunge. «A 15 anni cominciato a giocare a calcio» dice ancora Suarez ricordando le sue esperienze con la nazionale, con l'Aiax, Liverpool e Barcellona. «Nel tempo libero mi piace molto stare con la mia famiglia - racconta ancora l'attaccante -, gioco alla play station con i miei figli. Mi piace fare barbecue... gli amici». delle sue squadre di club - «da quanto gioca con il Barcellona?» una delle domande, «sei anni» la risposta - e con la nazionale. «E nel tempo libero cosa le piace fare?» è un'altra delle domande. «Mi piace stare con la mia famiglia, gioco alla play station con i miei figli», la risposta. Poi gli esaminatori gli chiedono di descrivere due immagini tra quattro che gli vengono mostrate. «In questa ci sono una mamma e un bambino che fa i compiti» si sente dire Suarez. «E nell'altra?» gli viene chiesto ancora. «Ci sono quattro persone, papà, mamma, bambino e bambina... per fare spesa... bambino porta cocomera... cocomero... perperoni... frutta e verdura con il carrello» le sue parole intercettate e ora tra gli atti depositati con l'avviso di conclusione indagini per gli ex vertici dell'Università per Stranieri. Alla richiesta di confrontare l'idea di famiglia in Italia e in Uruguay, Suarez risponde che nel suo Paese «è molto numerosa». «Io porto mia famiglia molto numerosa... cinque hermano... fratelli» la risposta. «In Uruguay è normale famiglia molto numerosa» aggiunge. «Secondo lei cosa significa l'uguaglianza tra moglie e marito?» chiede a quel punto uno dei docenti facendo riferimento alla normativa italiana. «Moglie, marito devono fare tutto insieme - afferma Suarez - in mia famiglia discutiamo con mia moglie per fare qualche cosa ma è normale».

Sul finire dell'esame Suarez, allora al Barcellona e adesso all'Atletico Madrid, spiega agli esaminatori di avere già cominciato a parlare italiano con Pjanic, ex della Juve. «Prima Pjanic giocava con la mia squadra. Io sono della Roma. Quindi tra due settimane tranquillo, che c'è subito Juve-Roma» la replica di uno degli esaminatori, tra le risate di tutti, che chiede poi a Suarez due autografi per dei bambini. Dopo qualche minuto nell'aula arrivano la ex rettrice Giuliana Grego Bolli e altre persone. Le foto, i saluti e ancora autografi. Tutto ripreso dalla microtelecamera fatta installare dalla procura di Perugia e ora agli atti dell'inchiesta per la quale l'Ufficio guidato da Raffaele Cantone ha inviato l'avviso di conclusione indagini all'ex rettrice Giuliana Grego Bolli, all'allora direttore generale Simone Olivieri, alla professoressa Stefania Spina e all'avvocato Maria Cesarina Turco. 

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