Paracadutismo, la seconda di vita di Luca

Paracadutismo, la seconda di vita di Luca
di Nicoletta Gigli
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TERNI «Dall'ospedale sono uscito con le mie gambe ma ora inizia il percorso di riabilitazione, che sarà comunque molto lungo. Spero di recuperare il più possibile. Tornare a lanciarmi col paracadute? Resta una passione fortissima. Credo però che non ci sarà un'altra volta». Luca Puccetti, 43 anni, avvocato penalista romano, è reduce dal brutto incidente del 9 marzo durante un lancio con il paracadute all'aviosuperficie di Maratta. Quando viene trasferito con l'ambulanza in ospedale, i sanitari riscontrano un gravissimo trauma vertebrale dorso-lombare con dislocazione del tratto vertebrale interessato, associato a contusioni polmonari e degli organi addominali. Luca, che non ha mai perso conoscenza, viene ricoverato nel reparto di rianimazione e qualche giorno dopo sottoposto ad un delicatissimo intervento neurochirurgico di riallineamento delle vertebre dorso-lombari e stabilizzazione vertebrale eseguito da Carlo Conti, responsabile della neurochirurgia del Santa Maria, e Alessandro Ciampini, dirigente medico dello stesso reparto. «In vent'anni di attività - dirà Conti - non avevo mai assistito ad un trauma di tale entità senza che il paziente riportasse alcun danno neurologico». Luca è in convalescenza a Roma. Dice di avere «solo parole al miele per l'ospedale di Terni. Dal momento del ricovero - racconta - ho trovato una professionalità e una competenza senza pari. E non so se in altre situazioni ospedaliere a Roma, la mia città, questo rapporto sarei mai riuscito ad averlo. A Terni sia i medici che gli infermieri e tutto il personale hanno una professionalità e una competenza di altissimo livello, anche sotto il profilo umano. Anche i soccorsi in aviosuperficie subito dopo l'incidente sono stati efficaci e tempestivi». Quanto all'incidente Luca, con alle spalle 500 lanci, è convinto di aver sbagliato la manovra d'atterraggio ma non riesce a rendersi conto in che modo: «Il paracadutismo è uno sport nel quale il 99 per cento degli incidenti è causato da errore umano. Quel giorno sono certo di aver fatto le identiche manovre di sempre. Ma è andata diversamente e la manovra d'atterraggio si è conclusa con un impatto a terra molto forte». Ora che i giorni più difficili sono alle spalle Luca si appresta ad iniziare il percorso di riabilitazione a Roma. «Col paracadutismo penso di aver chiuso. La mia prerogativa - dice Luca - è cercare di tornare il prima possibile a camminare, rientrare nella normalità. In passato ho avuto altri incidenti, l'anno scorso la frattura di una vertebra mi tenne fermo per quattro mesi e non vedevo l'ora di lanciarmi di nuovo. Stavolta però è diverso. L'incidente mi ha messo di fronte ad una situazione di possibile invalidità. E' stato un grande spavento per me e i miei familiari. Anche per rispetto loro dico che quello di tornare a saltare, in questo momento, è l'ultimo pensiero».
 

Lunedì 22 Aprile 2019, 19:06 - Ultimo aggiornamento: 20:05
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