Perugia, salvati due neonati che non riuscivano ad alimentarsi

L'ospedale Santa Maria della Misericordia
di Selenio Canestrelli
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Giovedì 2 Luglio 2020, 08:00

PERUGIA - Sono nati con gravi problemi legati alla capacità di alimentarsi: salvati dai medici perugini con una tecnica che permette di avere una seconda bocca grazie all’applicazione di uno speciale tubicino. Tutto si è svolto in poco tempo con un intervento multidisciplinare che ha permesso loro di trascorrere con serenità ed efficacia la prima alimentazione, altrimenti impossibilitati a farlo. Sospiro di sollievo per due famiglie dei neonati coinvolti, che dopo la paura iniziale sono tornate a sorridere, evitando anche di doversi trasferire in fretta fuori regione per trovare soluzioni. E’ finita bene la vicenda di due neonati all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia che, senza perdere tempo prezioso, sono stati presi in cura da più reparti che hanno fatto squadra: infatti, grazie alla sinergia di diverse professionalità del nosocomio perugino, per la prima volta, raccontano i sanitari coinvolti, “è stato possibile applicare una PEG (gastrostomia endoscopica percutanea) in due neonati, senza necessità di trasferimento in altri centri extraregionali, facilitando in questo modo le famiglie spesso già appesantite da lunghi periodi di ospedalizzazione”. Il ricovero dei due bimbi coinvolti in questa corsa all’ultimo minuto è avvenuto qualche tempo fa e solo ora se ne è avuta conoscenza. Una degenza presso il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale diretto dalla dottoressa Stefania Troiani, reparto che ha accolto i due neonati con gravi difficoltà di alimentazione dovuta a una loro patologia di base, che, come detto, grazie alla collaborazione tra colleghi, tra cui la dottoressa Benedetta Della Torre di Neonatologia, il dottor Luca Sediari e il dottor Danilo Castellani, entrambi della struttura complessa di Gastroenterologia e in collaborazione con l’anestesista dottoressa Simonetta Tesoro, è stato possibile applicare per via endoscopica un tubicino speciale che, in sostanza, ha rappresentato una comunicazione tra lo stomaco e l’esterno, come se fosse una “seconda bocca”, permettendo di somministrare l’alimentazione direttamente nello stomaco saltando le prime vie. “Quello che è stato applicato è un presidio che consente di creare un supporto nutrizionale stabile e sicuro a lungo termine, per i piccoli pazienti che non sono in grado di assumere adeguati nutrienti per via orale – spiega nel dettaglio il dottor Sediari - permettendone così una crescita corretta. Ora, grazie a questo intervento, i due bambini sono a casa e sono nutriti dai loro splendidi genitori in modo più sereno e rapido attraverso la PEG, con un minor rischio di dislocazione e di inalazione rispetto al classico sondino naso gastrico”. Già in altre occasioni il reparto di gastroenterologia di Perugia si è imbattuto in diverse emergenze endoscopiche che hanno riguardato i più piccoli, come ad esempio, la rimozione di pile piatte e oggetti contundenti molto pericolosi se ingeriti. Insomma, casi del genere sono sempre più frequenti, soprattutto ai danni dei più piccoli che ingeriscono oggetti o altro, molte volte senza rendersene conto, correndo grossi rischi per la salute. Casi che non devono far abbassare la guardia da parte di chi deve controllare i bambini, soprattutto quelli più piccoli.Il problema immediato potrebbe essere quello del soffocamento a causa dell'inalazione. L'oggetto, infatti, può tornare su in trachea e soffocare il paziente, ostruendo le vie respiratorie.

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