Marco Masini in arrivo ad Assisi:
«L'Umbria è un luogo incredibile
dove mi sento come a casa mia»

Marco Masini in arrivo ad Assisi: «L'Umbria è un luogo incredibile dove mi sento come a casa mia»
di Michele Bellucci
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Venerdì 26 Novembre 2021, 17:14

ASSISI - Salirà domani sul palco del Teatro Lyrick di Assisi il cantautore Marco Masini, che con la data umbra del suo tour "30th Anniversary" regalerà al pubblico umbro un’altra anteprima della Stagione Tourné 2021/2022 organizzata dall’Associazione umbra della canzone e della musica d’autore. Un concerto che ripercorrerà idealmente 30 anni di carriera, che l’artista toscano affronterà in compagnia di Massimiliano Agati (batteria, percussioni e chitarra acustica), Alessandro Magnalasche (chitarra elettrica e acustica), Cesare Chiodo (chitarra acustica, basso, direzione musicale), Lapo Consortini (chitarra acustica e ideazioni sonore), Stefano Cerisoli (chitarra elettrica ed acustica) e Antonio Iammarino (tastiere, pianoforte).

Marco Masini è felice di tornare in Umbria?

Provo una grande emozione, perché è una regione dove mi sento a casa. Al di là del prestigio della location, la cosa principale è sapere di essere in Umbria… dove si percepisce qualcosa d’incredibile.

Esibirsi ad Assisi aumenta l’emozione?

Sì, perché quel luogo già regala un’emozione! È la location perfetta per ritrovare, dopo 2 anni, tutta la gente intorno a me.

Con quale spirito salirà sul palco?

Beh, sappiamo quanto abbiamo sofferto, quindi la voglia di riabbracciarci e condividere è enorme. E la condivisione è fondamentale per non aver paura.

Soprattutto in un momento come questo dunque?

Sì, la musica può dare coraggio. Continuare a dar ragione a un virus che ci ha chiusi in casa e distanziati è sbagliato. Poter offrire una sensazione di normalità lo trovo invece un gesto d’esempio.

È ciò che l’ha spinta a portare questo tour anche oltre i confini nazionali?

Sicuramente, perché anche uscire, varcare le frontiere, credo che sia un gesto importante in quest’epoca.

Come sarà il concerto?

Posso dire che l’impatto iniziale sarà particolare. La scaletta è dettata da un percorso in continua evoluzione. Gli arrangiamenti rispettano l’originale ma siamo riusciti a trovare una splendida uniformità a livello di suono.

Ci può anticipare qualcosa di più?

Beh, certe sorprese è bene lasciarle sorprese! Posso dire che ho voluto dare un impatto tecnico e musicale importante. Una scelta dettata anche dalla volontà di far lavorare più persone possibile. L’allestimento sarà notevole. Dello staff fanno parte persone come Andrea Corsellini, uno dei fonici più bravi d’Italia, supportato da tre backliner, che sono anche miei grandi amici. Anche i musicisti hanno un ruolo non solo musicale anche umano: è una squadra con quale collaboro da tantissimo tempo.

Sarà un viaggio attraverso la sua carriera?

Ci saranno le fotografie che hanno segnato le tappe di questa crescita. Non solo della mia, ma di tutti i ragazzi che mi seguono.

Tra le tappe recenti c’è il grande live all’Arena di Verona…

Non dimenticherò il momento in cui Red Canzian, che per me è un fratello, mi ha dato il premio: mi sono emozionato fino alla lacrimuccia…

Le succede spesso di emozionarsi così?

No, di solito sul palco sono molto lucido. L’emozione mi spinge a dare di più. Anche quando qualcosa non funziona o per esempio mi dimentico una parola, riesco a mantenere sempre tutto sotto controllo.

Musicalmente cosa la stupisce maggiormente del presente?

Mah, una cosa in passato ci ha fatto capire chiaramente dove saremmo andati c’è stata: l’elettronica. I primi synt, gli Human League, Video killed the radio star… è lì che si è accesa l’era digitale e chi è stato più attento ha capito che non si sarebbe mai fermata. Infatti è quella che ha partorito la trap, l’autotune, una nuova forma di comunicazione… insomma l’evoluzione aveva dato chiari segnali in tal senso, quindi non ci si deve meravigliare. Quello che non apprezzo è la sorta di globalizzazione del sound, ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Per esempio dopo Beatles, Genesis, Police… chi avrebbe potuto prevedere che poi sarebbero arrivati i Coldplay a scombinare di nuovo le carte?

Quale pensa sia il segreto per arrivare a 30 anni di carriera?

Il segreto è ascoltare. Io ascolto moltissimo. Non solo nella musica, dico semplicemente ascoltare gli altri.

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