Covid, il professor Stracci: ««Per il futuro il rischio è legato alla comparsa di nuove varianti e alla capacità di vaccinare tutti»

Il professor Fabrizio Stracci, epidemiologo
di Fabio Nucci
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Martedì 28 Settembre 2021, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 07:21

PERUGIA Un anno fa, la curva epidemica iniziava la risalita verso la sua seconda fase. Oggi i contagi stanno scendendo (ieri 18 casi su 614 tamponi molecolari e ricoveri in calo) e in vista dell’inverno è il vaccino a tenere sotto controllo il virus, allontanando anche il rischio di una quinta ondata. Ne è convinto Fabrizio Stracci, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli studi di Perugia, per il quale senza profilassi, in presenza delle varianti, la situazione sarebbe stata drammatico. Non è ancora tempo tuttavia di archiviare la prudenza. Un messaggio per i non vaccinati ma anche per chi ha completato il ciclo ma si trova in condizioni tali da avere una risposta immunitaria ridotta, specie anziani e persone con varie patologie.
Professor Stracci, il trend dell’epidemia è discendente, c'è il rischio di un'ondata autunnale?
«La situazione è caratterizzata dalla copertura vaccinale che da un lato riduce decisamente l'impatto della malattia e di conseguenza il carico sulle strutture di ricovero e, dall’altro, sembra in grado di ridurre in qualche misura la circolazione del virus. Verosimilmente se non avessimo avuto la vaccinazione il quadro sarebbe stato drammatico data l'elevata capacità di trasmissione della variante delta. Purtroppo, l'immunità conferita dalla pregressa infezione e dal vaccino non sembra essere durevole e questo determina l'esigenza di somministrare una terza dose di vaccino».
Quali la possibile evoluzione?
«Gli scenari futuri sono condizionati dal rischio che emergano nuove varianti e dalla capacità di vaccinare gli abitanti dei paesi che finora non hanno avuto accesso al vaccino per motivi economici».
La fase estiva è stata breve e con valori dei contagi limitati, si aspettava tale trend?
«Speravo in un quadro ancora migliore grazie all’elevata copertura vaccinale, ma considerate le caratteristiche della variante delta credo possiamo essere contenti del livello di controllo conseguito».
Per contrastare le varianti c'è solo l'arma della vaccinazione?
«”Solo” mi sembra ingiusto. La vaccinazione è “l'arma” che ci ha consentito di ridurre molte misure restrittive e perfino di riprendere in parte la nostra socialità. L’arma che ci ha liberato dallo stillicidio dei colori, a mio modo di vedere peggiore di un lockdown stretto ma breve introdotto nelle prime fasi di crescita esponenziale dell'epidemia. Se mi chiede se il vaccino è l'unica arma contro le varianti, dico che, in realtà, il vaccino è un’arma contro il virus e le varianti rischiano di metterlo in crisi».
In che senso?
«Le varianti si affermano come risultato di un’instabilità della replicazione dell'RNA virale, in quanto conferiscono al nuovo virus caratteristiche vantaggiose quali una maggiore capacità di trasmettersi o la possibilità di sfuggire alla memoria del nostro sistema immunitario e, quindi, di infettare nuovamente i vaccinati o le persone che hanno superato un’infezione da SarsCoV2. Le varianti, quindi, tendono a mettere in crisi l'efficacia del vaccino che è stato sviluppato specificamente contro il virus “originale”. In effetti, alcune varianti hanno reso meno efficaci i vaccini ma per fortuna questa perdita di efficacia non è stata sostanziale: ma in caso di necessità è possibile realizzarne di nuovi contro le varianti virali. In sintesi il vaccino è la nostra arma di gran lunga migliore».
Continuare a fare attenzione e a rispettare le regole in vigore, quindi, aiuta ancora.
«Per quanto possibile le misure di prudenza andrebbero mantenute. Le persone non vaccinate, soprattutto se non giovanissime, dovrebbero essere molto molto prudenti per la propria incolumità oltre che per il contrasto generale alla diffusione del virus, proprio in considerazione delle caratteristiche di contagiosità della variante delta. Anche i vaccinati, specie anziani o con patologie che riducono la risposta immunitaria, non essendo l’efficacia completa, dovrebbero mantenere la prudenza e le note misure».
In Umbria circa 122mila sono senza copertura vaccinale, cosa si può dire per convincere gli indecisi?
«Se lo sapessi lo avrei già detto. Forse potrebbero osservare le persone che si sono vaccinate, farsi raccontare la loro esperienza e confrontarla con quella di chi si è ammalato».

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