Covid, tanti ricoveri come a fine aprile

Covid, tanti ricoveri come a fine aprile
di Fabio Nucci
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Mercoledì 18 Agosto 2021, 08:45

PERUGIA Era dal 29 aprile che non capitava di gestire nove ricoveri Covid ordinari in una sola giornata. Un’impennata che si accompagna a una curva epidemica che sembra ormai essersi stabilizzata ma al “costo” di oltre 800 casi settimanali. Altri 135 i contagi diagnosticati nell’ultima giornata, con gli attualmente positivi tornati a salire dopo tre giorni di ritirata. Ora i casi attivi sono 2.214 mentre l’incidenza settimanale si attesta sopra i 90 casi ogni 100mila abitanti, con numeri da “zona rossa” in nove comuni con meno di 4mila residenti. Il virus non arretra ancora nonostante la vaccinazione abbia “coperto” con almeno una dose il 68% dei ventenni e il 42% della fascia 12-19 anni.
L’ultimo bollettino Covid della Regione parla di 11 degenti Covid in più in una sola giornata, 9 in area medica, dove ora risultano 45 pazienti, 2 in rianimazione, con due ingressi e un totale di 4 posti letto occupati in terapia intensiva dove la percentuale di occupazione è ora salita al 3%. In risalita l’incidenza degli ospedalizzati rispetto al totale degli attualmente positivi che dopo 40 giorni è tornata al 2%. Tra lunedì e martedì sono stati censiti altri 135 contagi, 831 in una settimana, dato relativamente stabile rispetto ai giorni scorsi e comunque in discesa rispetto a una settimana fa (-7,8%). Un calo maggiore rispetto alla riduzione che si è avuta nello screening con 1.360 tamponi effettuati in meno nell’ultima settimana rispetto alla precedente, considerando anche quelli processati con test antigenico. Ieri il tasso di positività è risalito all’1,83%, ma la media mobile, da fine luglio resta intorno al 2%, mentre a livello nazionale viaggia sopra al 3%. Resta superiore al 6% ma in discesa, invece, l’incidenza rispetto ai tamponi processati con test molecolare, considerando la media mobile, mentre il tasso giornaliero di ieri si è fermato poco sotto il 5%. Proprio la risalita del tasso di positività dei tamponi escluso il retesting, al 10%, nell’ultimo monitoraggio della Cabina di regia è stato confermato come “allerta”. Dal report emergono inoltre 146 focolai, mentre un caso su quattro (367 in totale), di quelli certificati negli ultimi 14 giorni, non è associato a catene epidemiologiche note.
È tornata a risalire anche l’incidenza dei casi sui soggetti testati ora pari al 22,3%, raddoppiata nel giro di meno di un mese. Quanto ai casi attivi, dopo tre giorni di calo, ieri sono tornati a salire di 43 unità per effetto dei 92 guariti liberati a fronte di 135 positivi certificati. Ora sono 2.214 in totale, 156 dei quali di “fuori regione”, 2.058 divisi tra 78 comuni: 13 quelli Covid-free.
Dopo le 3.600 somministrazioni effettuate lunedì, ieri in metà giornata la campagna vaccinale è avanzata di altre 2.160 dosi. In due casi su tre si tratta di prime dosi, con la platea di coloro che ha aderito alla profilassi che ora conta 615.272 soggetti, pari al 78,4% della popolazione over 12. Di questi, 531.202 assistiti (secondo gli open data governativi aggiornati a metà pomeriggio di ieri) hanno completato il ciclo, con la quota degli immunizzati che ha raggiunto il 67,7%. Considerando la popolazione vaccinabile, in Umbria risultano 170mila soggetti che non hanno ricevuto neanche una dose, ma in 130mila (compreso chi deve ricevere la seconda dose) risulta prenotato. Poi, ci sono circa 80mila persone con meno di 12 anni al momento non vaccinabili. Dal centro vaccinale Perugia-San Marco arriva la lettera della dottoressa Carla Cicioni, medico in pensione, tacciata di scarsa efficienza dal commissario Massimo D’Angelo. «Sono stata richiamata in malo modo a non perdere tempo nella raccolta dell'anamnesi – scrive – dopo che in cinque ore ho parlato con oltre 150 persone».

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