Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Caro benzina, nuovo esposto del Codacons alle procure di Perugia e Terni

Caro benzina, nuovo esposto del Codacons alle procure di Perugia e Terni
di Fabio Nucci
2 Minuti di Lettura
Martedì 21 Giugno 2022, 09:14

PERUGIA Sui rincari dei prodotti energetici, dopo l’accoglimento del primo ricorso, il Codacons ora chiede conto delle indagini disposte dalla magistratura e presenta nuove istanze alle procure dei due capoluoghi. L’associazione denuncia nuovi aumenti alla pompa e un’ombra sempre più lunga e scura delle speculazioni che portano la spesa aggiuntiva per i carburanti a sfiorare i 700 euro annui.
Dopo quello presentato a metà marzo, il Codacons ha presentato un nuovo ricorso alle procure della repubblica di Perugia e Terni. «Contro i rincari di benzina e gasolio alla pompa dovranno attivarsi l'Antitrust e le Procure per accertare chi sta speculando sulla pelle degli italiani», spiega l’associazione che ieri ha presentato un nuovo esposto all'Autorità per la concorrenza e a 104 Procure di tutto il Paese chiedendo di aprire un’indagine sulla nuova ondata di aumenti dei prezzi dei carburanti. «Oggi la benzina costa oltre il 25% in più rispetto allo scorso anno, mentre il gasolio è rincarato di circa il 33% sul 2021», spiegano dall'associazione. «Un andamento dei listini del tutto anomalo, che si registra nonostante il taglio delle accise disposto dal Governo e che non sembra essere giustificato dalle quotazioni petrolifere». Dall’associazione si rileva inoltre come il petrolio abbia raggiunto il picco il 9 marzo scorso, quando il Brent ha toccato la soglia dei 131 dollari al barile. «In tale data la benzina, e senza il taglio delle accise pari a -30,5 cent scattato solo il 22 marzo, costava in media 2,048 euro al litro in modalità self, 1,966 euro il gasolio». Oggi ci sono pompe dove i prezzi si sono spinti anche oltre, se è vero che il petrolio è quotato meno di 120 dollari al barile, mentre la verde in media costa 2,075 euro al litro e il gasolio 2,030 al litro. «Questo significa che nonostante le quotazioni del petrolio siano calate la scorsa settimana dell’8,4% rispetto a marzo e malgrado il taglio delle accise, benzina e gasolio oggi costano ingiustificatamente di più». Da qui il ricorso, col quale l’associazione chiede all’Antitrust e anche alle Procure di Perugia e Terni di attivarsi per capire le ragioni di tali rincari. «Temiamo che qualcuno stia speculando aumentando i listini dei carburanti alla pompa che salgono nonostante il calo del petrolio – spiegano dal Codacons – e per questo chiediamo di aprire indagini sul territorio con l’ausilio di Nas e Finanza per i reati di manovre speculative su merci e aggiotaggio, sequestrando atti e documenti utili presso le sedi delle società petrolifere presenti in Italia». Considerata un’auto di media cilindrata, una famiglia potrebbe arrivare a spendere 552 euro in più all’anno per i rifornimenti di benzina, 664 euro annui per quelli di gasolio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA