Al Caos la mostra "Leggi razziali
fasciste (1938). Alle origini del
razzismo in Italia"

Sabato 9 Marzo 2019 di Daniele Sorvillo
ragazzi del Liceo "G. Galilei"di Terni in visita alla mostra

TERNI - Nel settembre 1943 molti furono i volontari ternani che partirono, aggregandosi ai gruppi di combattimento partigiani, per la difesa della libertà italiana dall’occupazione nazifascista. Anche per ricordare il sacrificio di quei giovani ed educar le nuove generazioni è stata allestita a Terni la mostra “1938-Leggi razziali fasciste. Alle origini del razzismo in Italia”. Rigorosa essenzialità e puntuale ricostruzione degli eventi: è su questi principi che Mauro Remondini e Ombretta Donati hanno messo a punto questa esposizione, realizzata dal Museo della Resistenza Diffusa di Torino, e promossa dall’ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia) regionale e provinciale, con il patrocinio della Regione dell’Umbria, della Provincia e del Comune di Terni, con la collaborazione del Caos e di Indisciplinarte. Dopo aver fatto tappa a Orvieto, Narni e Amelia, questa mostra itinerante, dedicata ad uno dei momenti più tristemente significati della recente storia italiana, è giunta anche nella Sala Project Room del CAOS, dove è rimasta aperta gratuitamente alla cittadinanza fino a sabato 9 marzo. Gli stessi volontari dell’Anpi ternana hanno spiegato la logica questo evento: «L’iniziativa – ha detto uno di essi, Luciano Zara – ha come suo obiettivo quello di far conoscere una delle pagine più difficili del ventennio fascista, senza giudizi morali o valutazioni di parte. L’emanazione del manifesto della razza, infatti, permise anche in Italia l’emarginazione e successivamente la persecuzione degli ebrei e di altre minoranze». Stimolata dal compimento, lo scorso anno, dell’ottantesimo anniversario della loro entrata in vigore, la mostra, articolata in una serie di pannelli esplicativi molto asciutti e sintetici, ha avuto come suo fulcro la data del 5 agosto 1938, giorno in cui apparve sulla rivista fascista “La difesa della razza”, diretta da Telesio Interlandi, il decalogo del razzismo italiano, il manifesto della razza, appunto, che Benito Mussolini approverà in un famoso discorso tenuto a Trieste il 18 settembre dello stesso anno. L’esposizione, che ha visto la partecipazione di molti studenti delle scuole ternane, ha ripercorso in modo semplice e divulgativo le tappe di una storia che deve restare impressa nella nostra memoria, affinchè gli errori del passato non tornino ad essere compiuti nel presente: l’ascesa del fascismo e la progressiva, lenta ma inesorabile, diffusione a livello popolare di un’ideologia apertamente razzista, fondata su assurde evidenze "scientifiche"; l’impresa coloniale in Etiopia tra il 1935 e il 1936, in cui i fascisti realizzarono un regime di separazione razziale, vero e proprio prototipo di apartheid; l’emanazione delle leggi razziali del 1938, basate su principi biologici; l’emarginazione degli ebrei e delle altre minoranze (africani e ROM), ricostruite attraverso notizie e immagini tratte dai giornali dell’epoca, fedelmente riprodotti; il silenzio della Chiesa cattolica e di papa Pio XI; infine, lo scoppio della Seconda guerra mondiale e i tragici eventi che ne seguirono, sigillati da un ultimo significativo pannello dal titolo “I numeri dell’olocausto italiano”. Dopo la mostra di quest’anno, l’ANPI ha già poi anticipato quello che sarà l’argomento nell’anno scolastico 2019/2020: “Dallo spirito di Ventotene all’Europa”. Ancora un tentativo evidente di riflessione, affinchè la memoria del passato sia il punto di partenza per decifrare il presente e costruire il nostro futuro.

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