Rugby, Italia mai così giovane nel Sei Nazioni della “bio-bolla” anti Covid. Il calendario e le novità in tv. Video

Rugby, Italia mai così giovane nel Sei Nazioni della “bio-bolla” anti Covid. Il calendario e le novità in tv. Video
di Paolo Ricci Bitti
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«Sono come un costruttore di una cattedrale, lavoro sapendo che non vedrò l’edificio terminato». La prende da molto lontano il ct sudafricano Franco Smith, fervente cristiano, nell’inquadrare la “sua” giovanissima Italia alla vigilia del primo Sei Nazioni del rugby in “bio-bolla” anti-Covid perché i giocatori si apprestano a restare “distanziati” per sette settimane. Mica poco, «ma del resto è un tale privilegio giocare nel torneo più bello del mondo che, ci mancherebbe, siamo pronti a tutto quello che è necessario» ha aggiunto il capitano Luca Bigi. Parole sagge da entrambi visto che si parte per un’avventura in terre ignote e con un equipaggio senza lupi di mare. Il più vecchio è proprio Bigi, 29 anni, poi la media della squadra scende a 24 anni e mezzo, età record. Ma poi il Torneo salperà davvero il 6 febbraio con Italia-Francia all’Olimpico e Inghilterra-Scozia a Twickenham, ovviamente e mestamente senza fedeli nelle “cattedrali”?

NEBBIA SULLA MANICA


La nebbia nei canali della Manica e di San Giorgio è molto fitta, oltre quella causata dal fatto che il Torneo unisce ancora ciò che è tornato diviso dall’Europa, ovvero la Gran Bretagna con Inghilterra, Scozia e Galles (l’Irlanda, si sa, nel rugby è sempre una cosa sola) alle prese con i morsi crudeli della pandemìa e delle varianti fuori controllo.

Così il Governo francese per ora non ha dato il via libera definitivo ai Bleus per andare in trasferta a Londra, senza pronunciarsi sul viaggio a Roma che quindi al momento è confermato. E nemmeno sono graditi coloro che arrivano in Francia colorati di rosso o blu navy anche se nella serata di ieri, riporta l'Equipe, si è aperto qualche spiraglio da parte delle autorità che potrebbero concedere permessi ai giocatori del torneo (avversari compresi) e agli staff a patto che le federazioni forniscano ulteriori garanzie e che, soprattutto, la situazione non peggiori.

Nel Regno Unito, del resto, con almeno mille morti al giorno, è nato persino un movimento che ritiene immorale procedere con lo sport in queste settimane di lutti. Tecnicamente c’è anche il problema della quarantena (da 7 a 14 giorni) per chi va o torna dal continente alle isole e viceversa, ma il calendario del Sei Nazioni non consente soste a meno di non avere a disposizione almeno due squadre da alternare: una follia.

Epperò il Torneo è la miniera d’oro del rugby europeo dal 1883 e anche se si deve rinunciare al pubblico e al favoloso indotto (12 milioni di sterline per l’Union inglese per ogni match a “Twick”, 20 milioni di euro per Roma per ogni partita all’Olimpico) il comitato organizzatore vuole andare avanti rafforzando i protocolli di sicurezza. Sullo sfondo - è stato detto ieri durante la presentazione “a distanza” al Coni - c’è in ballo anche l’accordo con il fondo Cvc che per il 14,5% del Sei Nazioni è pronto a offrire un Perù: fino a 365 milioni di euro, 38 dei quali destinati all’Italia in 5 anni. Chiaro che si punti a procedere anche per non litigare con le tv, grandi pilastri delle casse delle federazioni. 


Potrebbe allora capitare che il Torneo cominci per poi rinviare - ipotesi minima - di qualche settimana i match in trasferta della Francia. Tutto ciò senza sottovalutare l’andamento dei contagi, imprevedibile come i rimbalzi dell’ovale.


Insomma, ci vuole parecchia fede e almeno quella non manca al ct “costruttore” che non si accontenta quindi di “riportare la chiesa al centro del villaggio”, come annunciò un altro allenatore straniero atterrato a Roma, sia pure con una palla rotonda. «Mi chiamano “sergente di ferro”? Non mi dispiace - dice l’ex Boks, Petrus François Smith, 49 anni, alla sua seconda stagione da ct - Conosco l’Italia e gli italiani, sono arrivato qui la prima volta vent’anni fa e non vi manca il talento che però nel rugby non basta perché servono anche volontà e fisico. Dite che ho avuto coraggio a svecchiare tanto la squadra? Di certo non posso chiedere ai giocatori di essere coraggiosi se non lo sono io, ma poi se si vuole avere l’onore di vestire l’azzurro non ammetto deroghe».

Bolle o non bolle, aggiungiamo noi: il riferimento è a Matteo Minozzi, 24 anni, il nostro attaccante più brillante, in forza alle Vespe (Wasps) inglesi che però da due mesi non lo schierano: alla vigilia delle convocazioni ha detto di non essere in grado in questo periodo di “bolle” di «dare tutto alla nazionale». Ora non è nemmeno certo che la freccia padovana sarebbe stata chiamata, ma poi Smith ha spiegato di rispettare la scelta del giocatore, di lasciare aperta la porta, ricordando però al tempo stesso che la storia trisecolare del rugby «ha contemplato per i giocatori viaggi in vaporiere che in sei settimane portavano le nazionali da un emisfero all’altro». Altro che bolla in hotel a 5 stelle. Allora avanti con la “costruzione della cattedrale azzurra”, con la mediana (la cabina di regia) Varney-Garbisi che fa 39 anni, e senza la zavorra delle 29 sconfitte consecutive nel Torneo in cui l’Italia non vince a Roma dal 2013 e in trasferta dal 2015. «Ogni volta che scendiamo in campo lo facciamo per il successo - taglia corto Bigi - ma non siamo ossessionati da un passato senza vittorie, pensiamo al futuro». Nella cattedrale di cui Smith ha posato la prima pietra.

Pubblicato da Federugby Marche su Giovedì 28 gennaio 2021

La presentazione del Torneo 2021 al Coni

Il Torneo 2021 prevede tre partite allo stadio Olimpico. «Questo torneo inaugura con Italia-Francia (6 febbraio alle 15.15) la stagione internazionale del 2021. Sappiamo che molti nostri competitor rappresentano le massime nazionali nel mondo, ma questo è il livello del rugby e l'Italia deve dimostrare di essere protagonista», ha esordito il presidente del Coni Giovanni Malagò alla presentazione di oggi al salone d'onore.

Italia-Irlanda (27 febbraio) e Italia-Galles (13 marzo) saranno le altre due gare che si giocheranno in un Olimpico senza pubblico: «Sentiremo forte l'assenza dei tifosi e del villaggio del terzo tempo - ha ammesso il presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli - ma siamo certi che il 6 Nazioni darà uno straordinario contributo per mantenere accesa la passione di tutti gli sportivi».

Nell'elencare tutti i grandi eventi sportivi che coinvolgeranno la Capitale nel 2021, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha assicurato: «Cominciamo in assenza di pubblico ma siamo pronti ad accogliere tutti, e a diverse graduazioni via via che la pandemia lasci posto di nuovo alla normalità. Comunque ci mancheranno molto i tifosi del rugby così agguerriti ma solo nel sostenere con calore, allegria e correttezza la lora squadra: da loro arriva sempre una grande lezione. Ci mancherà il loro terzo tempo e non vediamo l'ora di tornare a ospitarli».

Sul fronte sportivo, il numero uno della Fir, Alfredo Gavazzi ha ammesso che «sarà nostro impegno cercare di portare a casa la vittoria a Roma (in casa manca dal 2013 n.d.r.) in questa edizione, pur sapendo il valore dei nostri antagonisti ».

Archiviata l'era di Sergio Parisse, che vorrebbe dare l'addio alla Nazionale nel match che l'Italia giocherà a novembre contro gli All Blacks, il capitano sarà ancora il 29enne Luca Bigi.

Per l'ottavo anno consecutivo sarà possibile seguire in chiaro tutti i match del 6 Nazioni, di cui quest'anno Inghilterra e Francia sono le favorite, sui canali Discovery Italia, come spiegato dal Ceo Alessandro Araimo: Dmax canale 52 per le partite della Nazionale italiana e Motor Trend canale 59 per gli altri 10 match. E anche on line sula piattaforma  Discovery+.  E' l'ultimo anno di contratto che lega Discovery al Sei Nazioni.

Paolo Ricci Bitti

Venerdì 29 Gennaio 2021, 01:09 - Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 18:54
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