Forghieri: «Hamilton, mix Villeneuve-Scheckter. Leclerc è l’uomo giusto per la Rossa»

Lunedì 21 Ottobre 2019 di Claudio Russo
Mauro Forghieri
E’ stato, fra l’altro, il responsabile tecnico della Ferrari dal 1962 al ‘71 e dal 1973 all’82. Quattro titoli mondiali piloti, 7 per i Costruttori, soltanto in F1. E migliaia di gare vinte nelle corse su strada e in pista con le vetture sport e prototipi. Mauro Forghieri, ha ricevuto nei giorni scorsi al Museo dell’Automobile (Mauto) il Premio Biscaretti di Ruffia, per la sua ‘insuperabile creatività ingegneristica e gli straordinari successi ottenuti durante tutta la sua attività professionale.
In uno stato di forma invidiabile per i suoi 84 anni, Forghieri è stato felicissimo ricevere un riconoscimento così importante. Fra consulenze e impegni vari, il tecnico modenese continua a seguire, anche se solo da spettatore, le corse e ovviamente le vicende che riguardano la Formula 1 e la Ferrari. Ne parla a cuore aperto.
Cosa pensa del sesto titolo conquistato dalla Mercedes?
«Che hanno fatto un ottimo lavoro. Con Hamilton, soprattutto, perché da tempo è una garanzia di successo. E’ veloce, ha grinta e non sbaglia mai. Il segreto della squadra tedesca e del suo pilota di punta nasce dal fatto che è riuscita a mettere insieme la macchina e l’uomo. Hanno progettato e adattato una serie di monoposto su misura per i loro piloti. Senza risparmiare mezzi e uomini».
Lei ha gestito, fra gli altri, piloti come Lauda e Regazzoni, Gilles Villeneuve e Scheckter. Chi le ricorda Hamilton?
«Non si possono fare paragoni, sono epoche diverse, ma direi che Lewis dispone di un mix di talento e doti, una somma fra Gilles e Jody. E’ un fuoriclasse che fa la differenza».
Nelle ultime gare la Ferrari ha avvicinato la Mercedes nelle prestazioni, tornando alla vittoria con entrambi i suoi piloti. E’ un a svolta decisiva?
«E’ difficile fare pronostici a distanza. La Scuderia in questa stagione su alcune piste è stata superiore alla Mercedes. E’ sulla strada buona con il giovane uomo che corre con la SF90».
Intende parlare, è chiaro, di Charles Leclerc.
«E’ il pilota giusto. E’ capace e sta facendo velocemente esperienza. Io credo e mi auguro che Leclerc diventi come Schumacher, il pilota in grado di battere Hamilton e la Mercedes».
Non ci ha parlato di Vettel...
«Non so. Forse, dopo aver conquistato quattro Mondiali potrebbe essere arrivato a un’inconsapevole stato di saturazione. Sono convinto però che come uomo, sia una persona molto sensibile. Quindi potrebbe avere patito psicologicamente il fatto di avere commesso qualche errore di troppo. In alcuni casi anche di essere stato penalizzato per alcuni incidenti non sentendosi colpevole. Inoltre ha detto qualche volta di non avere feeling con la macchina. Ma ultimamente pare averlo ritrovato. E’ una notizia positiva per Maranello».
C’è stato qualche problema di recente fra i due piloti della Ferrari.
«La gestione dei campioni non è mai facile. Succede anche negli altri sport. Sono un sostenitore di Mattia Binotto e so che è molto preparato. Ma nel ruolo di team principal ha troppe incombenze. A mio avviso mio dovrebbe potersi dedicare di più solo alla macchina e ai piloti. Comunque la Ferrari ha fatto dei progressi. Penso che con piccole modifiche e un assetto dedicato a Vettel e a Leclerc abbiano risolto la maggioranza dei loro problemi. Se non metti insieme la macchina e chi la guida, puoi avere un’auto fantastica e un asso del volante, non vai da nessuna parte. Ora la Ferrari può puntare a vincere qualche altra gara e a lottare per titolo mondiale il prossimo anno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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