La suora fantasma di Gounod seduce i melomani parigini

Venerdì 15 Giugno 2018 di Simona Antonucci

È rimasta quasi duecento anni a tormentarsi dietro le quinte, rigirando il coltello nella piaga e tra le mani. Incapace di trovare pace nell'Aldilà delle eroine della lirica: perché mai, proprio a lei, La nonne Sanglante di Charles Gounod, protagonista di un grand-opéra, applaudita da un pubblico affamato di brividi come quello parigino di metà Ottocento, l'ingrato destino di essere prima accoltellata in scena e poi dietro le spalle dal mondo dello spettacolo dal vivo?
 

 

Con i suoi occhioni spiritati e la veste bianca insanguinata ha spiato dal suo dimenticatoio, sigillato da un sovrintendente dell'Opera di Parigi che nel 1854 la bollò come inguardabile, la gloria dei suoi colleghi fantasmi nell'Olandese Volante, o nella Lucia di Lammermoor, in Macbeth e nella Sonnambula o tra le indemoniate di Prokofiev. Sospirando, e sognando che il XXI secolo, con horror e morti viventi sdoganati, fosse finalmente il suo momento per un nuovo bagno di folla, e di sangue. E così è stato.

Grazie a un gruppo di musicologi acchiappafantasmi, ricercatori di titoli dimenticati, ecco che la fantasma assassinata (per amore? sesso? Certo non per abuso di preghiere), eroina del libretto di Scribe e Delavigne, tratto dal romanzo gotico The Monk, torna dal passato e ha trovato riscatto all'Opera Comique di Parigi (ieri sera l'ultima di sette affollatissime repliche). Melomani in trance, applausi ed eccitazione mediatica per la rinascita di una vera rarità. Un trionfo postumo grazie a un allestimento che sposa la scelta dei librettisti e del compositore di esaltare i codici e l'efficacia di generi minori e popolari. Con una scena, nera assoluta, che strizza l'occhio al fantasy cinematografico, perfetta per un mélange storico e interpretativo. E una suora (Marion Lebègue) che ricompare dall'Oltretomba per complicare una già ingarbugliata vicenda tra famiglie rivali e soprattutto per rendere infernale l'esistenza di un povero ed eroico uomo (interpretato da un titanico Michael Spyress) che si ritrova a dover sfidare il padre, il fratello, la sfiducia dell'amata e le attenzioni della monaca.

Un'operazione raffinata e firmata dal Palazzetto Bru Zane che promuove la riscoperta e la diffusione internazionale del patrimonio musicale francese del grande Ottocento. E probabilmente benedetta da Gounod, l'unico a dare voce e musica al libretto, già preso in esame da Auber, Verdi e Berlioz (che scrisse i primi due atti per poi gettare la spugna). Lo spettacolo è tra i titoli più prestigiosi della manifestazione che la fondazione ha organizzato, in occasione del bicentenario della nascita del maestro francese: un festival veneziano che ha dato il via alle celebrazioni e ora a Parigi un ricco calendario di concerti, convegni e nuove produzioni fino al 29 giugno.

Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 22:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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