ROMA

Lezione del Giappone con l’arte dell’Ikebana

Lunedì 21 Gennaio 2019 di Paola Pisa
Tutti pazzi per l’Ikebana. E a Roma sono sempre di più fan e seguaci. “Storie di fiori”, la suggestione viene già dal titolo dell’Incontro, unico nel suo genere, con tre Scuole che insegnano l’”arte giapponese di far rivivere i fiori in forme compositive in vaso”. La disciplina che ha una lunga storia da raccontare, ha incantato all’Istituto Giapponese di Cultura più di cinquecento persone. Davanti ad una sala gremitissima, sono stati offerti perfino cuscini per assistere seduti in terra, è stata data una dimostrazione di come si possono disporre rami, steli e boccioli non solo in modo esteticamente perfetto, ma anche ispirato alla filosofia, all’armonia, all’equilibrio di vuoti e pieni. 
L’incontro è stato organizzato dall’ambasciata che ha come Capo Missione l’ambasciatore Keiichi Katakami, e dall’Istituto di Cultura con il suo Direttore Masuo Nishibayashi, in piedi durante tutto l’incontro per aver con grande gentilezza ceduto il proprio posto in prima fila a persone del pubblico. Per la prima volta le tre maggiori Scuole di ikebana si raccontano a turno affascinando. Inizia la Scuola Ikenobo, fondata nel 1462 dal monaco buddista Senkei Ikenobo basata su semplicità e spiritualità. Segue la Scuola Ohara: creata nel 1895 da Unshin Ohara nasce dalla profonda osservazione della natura e pur restando tradizionale si fa innovativa. Tocca poi alla Scuola Sogetsu fondata da Sofu Teshigahara in parte legata all’arte moderna. 
Mayumi Mezaki, maestra giapponese e caposcuola della prima ha fatto due composizioni classiche. Silvana Mattei, maestra nella Capitale di Ikebana Ohara, ha spiegato esaurientemente il senso del disporre i fiori secondo l’arte giapponese e realizzato bellissime composizioni basate anche sull’accostamento di colori. Molto più astratte e moderne le composizioni dei romani Lucio Farinelli e Luca Ramacciotti, per la terza scuola. In scena rose, tulipani, eucaliptus, nebbia, felci, perfino fiori arrivati apposta dal Giappone. Si è brindato al finissage della bella mostra sui Kimono.
“Allende e Neruda. Storia di un’amicizia”, è il titolo del libro di Abraham Quezada Vergara che viene presentato dopodomani nelle sale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana da Massimo Bray, Fernando Ayala, Gabriele Morelli, Maria Rosaria Stabili. Sarà presente l’autore. Ancora libri, questa sera nella sede del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo verrà presentato il volume “Ritratti di Leadership. Da Cesare ai tempi moderni” dell’ambasciatore Emilio Iodice. La serata è a inviti. La storia del diplomatico è affascinante: è nato nella “piccola Ponza” di New York, nel Bronx, si è pagato gli studi fino alla laurea lavorando nel negozio di alimentari dei genitori. 
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