Il Manar d’oro assegnato al film spagnolo “Petra”

Martedì 9 Luglio 2019 di Elena Panarella e Rossella Fabiani
La giuria di Manarat ha pronunciato il suo verdetto, il Manar d’oro per l’anno 2019 è stato assegnato domenica sera al film spagnolo “Petra” di Jaime Roesles. La giuria della seconda edizione del Festival del cinema del Mediterraneo (1-7 luglio 2019) ha reso omaggio alla maestria della messa in scena e della narrazione del regista. Alla cerimonia di chiusura, tenuta sulla spianata del Museo di Cartagine, la giuria ha assegnato il premio di interpretazione all’attore greco Yannis Drakopoulos per il suo ruolo nel film “Pity” del regista greco Babis Makridis, una tragicommedia che racconta la storia di un uomo dedito alla tristezza.

Il documentario libanese “La Balançoire” di Cyril Aris ha vinto il premio speciale della giuria per il suo trattamento originale di soggetti filosofici sullo sfondo di una storia d’amore di una vecchia coppia, Viviane e Antoine. Il presidente della giuria, l’attrice egiziana Salwa Aly, si è congratulato con la qualità di dieci film selezionati nel concorso che ha mostrato dieci percezioni del mondo, provenienti da 10 paesi (Albania, Cipro, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia), sottolineando il messaggio di speranza trasmesso da questi film oltre la profondità e la complessità degli argomenti trattati.

Il Manar di Onore è stato assegnato al direttore della fotografia tunisino Youssef Ben Youssef (1971-2018). “Questo premio è un tributo alla sensibilità dell’artista, alla sua originalità e alla suo pizzico di follia che manca alla famiglia del cinema”, ha detto la presidente del festival di Manarat, Dora Bouchoucha che ha definito questa edizione come “notevole”, affermando che il cinema sulla spiaggia ha mantenuto le promesse riunendo ogni sera centinaia di spettatori attorno a film che fanno ridere, piangere e pensare allo stesso tempo.
Da parte sua, il direttore del Centro nazionale del cinema e dell’immagine (CNCI), Chiraz Latiri ha detto che oltre 32 mila spettatori hanno partecipato alle varie proiezioni sulle spiagge del litorale, ricordando che questa seconda edizione ha anche visto il lancio della piattaforma cinematografica araba e del progetto di cooperazione tunisino-belga oltre al rafforzarmento della cooperazione tra il Cnci e il Centro nazionale francese per il cinema e l’immagine in movimento (Cnc). Il direttore dell’Istituto francese di Tunisia, Sophie Renaud ha espresso il desiderio di vedere questo festival diventare un evento cinematografico essenziale dell’estate tunisina. La cerimonia è stata chiusa con la proiezione del pluripremiato cortometraggio tunisino “Brotherhood” di Meriem Joober. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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