Ferretti e Lo Schiavo, masterclass
a Videocittà sui segreti del set

Domenica 14 Ottobre 2018 di Gloria Satta
Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti
Sei Oscar in due, una carriera internazionale e tanti progetti: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, coppia d’oro sia sul set sia nella vita, saranno i protagonisti della masterclass ”L’arredamento è atmosfera” che, nell’ambito di Videocittà, si terrà domenica 21 all’Ex Dogana di San Lorenzo, moderatrice Piera Detassis. Scenografo lui, set decorator richiesta e premiata (otto nomination e tre Academy tra gli altri riconoscimenti) in tutto il mondo lei, Ferretti e Lo Schiavo racconteranno i segreti del loro lavoro che, nato e tuttura poggiato su basi meravigliosamente artigianali, li ha portati a dare sostanza visiva ai film più significativi degli ultimi decenni: da Prova d’orchestra di Federico Fellini a Il Barone di Münchhausen di Terry Gilliam fino ai tre che hanno fruttato alla coppia sei Oscar, tre per ciascuno: The Aviator di Martin Scorsese (2005), Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street di Tim Burton (2008), Hugo Cabret diretto ancora da Scorsese (2012).
STUDIARE TANTO. «Oggi, malgrado l’impiego sempre più massiccio della grafica computerizzata che crea gli ambienti virtualmente, la scenografia e l’arredamento di scena continuano ad essere importantissimi», spiega Dante, «e il nostro lavoro continua ad essere molto ambito. Ai tanti giovani che mi chiedono consigli su come intraprendere la carriera di scenografo, suggerisco di studiare tanto come ho fatto io che iniziai diplomandomi all’Accademia di Belle Arti. E farsi poi prendere a bottega da un professionista. Il mio pigmalione fu Luigi Scaccianoce che nel 1964 mi portò sul set del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini con cui avrei collaborato altre otto volte».
I PROGETTI. Nell’immediato futuro di Ferretti e Lo Schiavo c’è il nuovo film di Martin Scorsese The Killer on the Flower Moon, interpretato da Robert De Niro e Leonardo DiCaprio: «Siamo già stati in Oklahoma per i sopralluoghi», rivela lo scenografo, «il film racconterà gli omicidi avvenuti tra i membri di una tribù indiana in dopo il ritrovamento del perolio nel loro territorio». Tra cospirazioni, delitti e complotti, la situazione degenerò rapidamente obbligando il governo a prendere il controllo e a permettere l'ascesa di J. Edgar Hoover, a capo delle indagini. «Sarà la nostra decima collaborazione con Scorsese: lui, Pasolini e Fellini rappresentano i miei eroi», aggiunge Ferretti che al Bellini di Catania curerà le scene e la regia de La Capinera, l’opera di Mogol e Gianni Bella ispirata all’omonimo romanzo epistolare di Giovanni Verga.
L'ALTRA META'. Il film più difficile, quello a cui è più affezionato? «Coincidono: penso a Il Barone di Münchhausen che nel 1988 richiese un lavoro lungo e complicato ma poi mi spalancò le porte di Hollywood», dice Ferretti. Francesca? «E’ l’altra metà della mia fantasia, senza di lei non sarei dove sono». La coppia, abituata a pensare in grande, lavora all’estero. «L’ultima volta che ho curato un film italiano è stato tenato tempo fa», racconta Dante, «correva il 1990, il film era La voce della Luna di Fellini e avevo ancora i capelli». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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