Ferretti e Lo Schiavo da Rai Storia
al nuovo film di Scorsese

Lunedì 22 Giugno 2020 di Gloria Satta
Francesca Lo Schiavo e Dante Ferretti con due dei 6 Oscar vinti
Sei Oscar in due, una carriera leggendaria al fianco di maestri del cinema come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Terry Gilliam, Brian De Palma, Franco Zeffirelli, Martin Scorsese: lo scenografo Dante Ferretti e la set decorator Francesca Lo Schiavo, coppia sia nella vita sia sul set, hanno curato per l’intera giornata di domenica scorsa il palinsesto di Rai Storia: si è trattato di un viaggio lungo 15 ore, dagli anni Sessanta fino a oggi, in cui i due artisti – trionfatori agli Academy per “The Aviator” e Hugo Cabret di Scorsese e per “Sweeney Todd” di Tim Burton - ha ritrovato personaggi come Pasolini, Cavani, Fellini, Wertmuller, lo stesso Scorsese, Eco.
Due gli appuntamenti con il cinema scelti da Ferretti e Lo Schiavo: “Racconti romani”, diretto nel 1955 da Gianni Franciolini, con le scenografie di Aldo Tomassini Barbarossa, e "Il nome della rosa”, film del 1986 diretto da Jean-Jacques Annaud con Sean Connery e F. Murray Abraham. Quest’ultimo era preceduto dal documentario “La rosa dei nomi” che svela il luogo dove è stata girata la pellicola tratta dal best seller di Umberto Eco.
«Si è trattato di un magnifico impegno», spiegano ad una voce Ferretti e Lo Schiavo, «seguiamo sempre Rai Storia con molto interesse perché porta la cultura nelle case del pubblico». La pandemia ha imposto alla famosa coppia di lasciare l’Oklahoma dov’era impegnata nella preparazione del nuovo film di Scorsese: ”Killer of the Flower Moon”, con Leonardo DiCaprio e Robert DeNiro, una storia ambientata nel 1920 all’epoca in cui avvenivano misteriosi omicidi all’interno della tribù indiana degli Osage. «E’ un progetto bellissimo, ma per il momento è rimandato», dicono Dante e Francesca, «mentre il lockdown ha fatto slittare anche la Bohème che dovevamo mettere in scena a Tokyo per inaugurare le Olimpiadi».
Il coronavirus ha ferito a morte il cinema? «Lo ha soltanto congelato. La ripresa sarà lenta e soggetta alle nuove regole di sicurezza sanitaria: probabilmente per un pezzo non si potranno fare i film di ieri, saranno banditi gli abbracci e le scene di lotta. Ma Il cinema si riprenderà». Durante la quarantena, che hanno trascorso nella loro casa nella campagna di Todi, Ferretti e Lo Schiavo hanno visto molti film e si sono appassionati alle serie: «E’ proprio una serie che vorremmo fare adesso», rivelano». C’è un erede di Fellini? «Alcuni registi italiani sono bravissimi: Sorrentino, Tornatore, Garrone, Sollima». Il film a cui sono più legati è ”Le avventure del Barone di Munchausen” «perché ci spalancò le porte di Hollywood». E’ tantissimo che la coppia non lavora a un film italiano: gli ultimi, entrambi girati nel 1990, sono stati ”Amleto” di Zeffirelli e ”La voce della luna” di Fellini. «Da allora abbiamo sempre lavorato all’estero ma ci piacere tornare su un set italiano: molti registi non ci chiamano perché ci ritengono al di sopra delle loro prossibilità produttive, ma per un bel progetto saremmo pronti a lavorare nel nostro Paese».
Mai tentati di fare la regia? «Io ci ho pensato, magari farei un film pieno di nudi», scherza Dante. «Io no, sono felicissima di quello che faccio», ribatte Francesca. «Intanto aspettiamo il rilancio del cinema. Il fatto che la Mostra di Venezia si faccia è un ottimo segnale per tutti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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