ASIA ARGENTO

Asia Argento ricorda Peter Fonda: «Mi raccontò le violenze che aveva subito da bambino»

Domenica 18 Agosto 2019 di Gloria Satta
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«Il dolore che provo è immenso. Se n'è andato anche Peter Fonda... è troppo per me». Asia Argento appare scossa e, a tratti, cede alle lacrime. Conosceva bene l'attore-simbolo di Easy Rider, eterno ribelle di Hollywood, morto a Los Angeles a 79 anni: «Nel 2005 lo avevo diretto nel mio film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa ed eravamo diventati molto amici, da allora non abbiamo mai smesso di scriverci e sentirci», racconta. «Quando, alla fine del 2017, denunciai di essere stata violentata da Harvey Weinstein, Peter è stato tra i primi a sostenermi, a incoraggiarmi e a prendere pubblicamente le mie parti. Bravissima, mi scrisse sui social, vai e sbrana quel cane rognoso. Non potrò mai dimenticarlo».

Morto Peter Fonda, addio all'Easy Rider di Hollywood

LA RINASCITA
Ora il dolore per la morte di Fonda si aggiunge all'ultimo, tumultuoso periodo della vita di Asia che, protagonista proprio del caso Weinstein e del movimento #MeToo, ha dovuto affrontare il suicidio del compagno Anthony Bourdain, la denuncia per molestie dell'attore Jimmy Bennett (che per un curioso caso del destino era il protagonista-bambino proprio di quel film da lei diretto e interpretato anche da Peter), la cacciata dalla giuria di X Factor e gli attacchi degli haters sui social, da lei chiusi all'inizio dell'anno. Ma non si è fatta piegare dagli eventi e, con forza e dignità, è andata avanti: è in post-produzione Sans Soleil, il film da lei girato in Francia e diretto dalla regista belga Banu Akseki.
 

LA GENEROSITÀ
E mentre Easy Rider si prepara a tornare in sala il 9 settembre, distribuito dalla Cineteca di Bologna che lo ha restaurato, l'attrice-regista ripercorre commossa il suo rapporto con Fonda. «Era un uomo d'altri tempi, semplicemente meraviglioso», dice. «Fisicamente bellissimo, un vero e proprio figo, dimostrava di possedere una libertà totale sia dal punto di vista intellettuale sia da quello artistico. Era dotato di un grande senso dell'umorismo e, per quello che ho potuto sperimentare personalmente, molto generoso». E in che modo manifestava la sua generosità? «Accettò di girare il mio film, nonostante fossi una regista italiana di appena 28 anni, venendo a Los Angeles dal Tennessee dove abitava e non volle nemmeno essere pagato perché credeva troppo nel progetto». L'argomento del film era per lui cruciale, spiega Asia. «Ingannevole è il cuore più di ogni cosa parla di violenze sui bambini. E Peter mi confessò che da piccolo, in casa, era stato picchiato duramente. Se a batterlo fosse stato il padre, il grande attore Henry Fonda, non volle rivelarmelo. Ma si augurava, sul set, di esorcizzare quel trauma e denunciare gli abusi sui più piccoli».

Nemmeno a farlo apposta nel film (tratto dall'omonimo, controverso romanzo di J.T. Leroy), l'attrice gli aveva riservato il ruolo del nonno cattivo, fanatico religioso e manesco: «Ma quando si trattò di girare la scena in cui prende a cinghiate il piccolo protagonista, Peter si rifiutò. Non posso farlo nemmeno per finta, mi spiegò. Così, per rendere l'idea della violenza dovetti ricorrere a un gioco di ombre». Finite le riprese, i due attori rimangono in contatto. «Era una magnifica amicizia epistolare, la nostra. Il mio compagno Anthony, come me grande fan di Fonda, ne era geloso. Allora rivedevamo i film del mio amico e, alla fine, gli scrivevamo insieme. Magari per dirgli che, per la sua interpretazione in L'inglese di Steven Soderbergh, avrebbe meritato l'Oscar...».

IL RAPPORTO
Nonostante il perdurante affetto, Asia non ha più avuto modo di lavorare con l'attore appena scomparso. Invece ha girato due film (The Keeper e La terra dei morti viventi) con l'altro protagonista di Easy Rider, Dennis Hopper, scomparso nel 2010. «Anche con lui ho vissuto una bella amicizia», racconta l'attrice e regista, «quando vivevo in California, a Venice Beach, eravamo vicini di casa. Ma scoprii presto che Peter e lui avevano rotto ogni rapporto. Anzi si detestavano, erano gelosi l'uno dell'altro e io dovevo stare attenta a non parlare di Fonda con Hopper e viceversa». Sospira, Asia: «La morte di Peter è per me una perdita irreparabile. Gli ho voluto molto bene. È stato un uomo speciale, di quelli che nella vita s'incontrano raramente».
Gloria Satta
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 00:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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