Mangia sostenibile e il pianeta ti ringrazierà: i consigli del Wwf per la Giornata mondiale dell'alimentazione

Mangiare sostenibile aiuta il pianeta
di Luisa Mosello
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Sabato 15 Ottobre 2016, 15:43 - Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 15:04
Sostenibile. Anche l’alimentazione è bene che lo sia per aiutare il pianeta in cui viviamo e che troppe volte consideriamo lontano, quasi un estraneo. Invece è un’estensione di sé stessi e quindi per un sano egoismo va protetto. Soprattutto nell’era in cui a farla da padrone è il riscaldamento, non delle vivande, ma quello globale. Su cui incide e non poco il cibo, la maniera di produrlo e il modo di consumarlo. Che in pratica significa fare molta attenzione alla qualità, alla quantità e anche alla tipologia dei prodotti che portiamo ogni giorno in tavola. Ecco perché il Wwf, in vista della Giornata mondiale dell’alimentazione che si celebra domenica 16 ottobre, ha stilato un decalogo. Molto efficace se si segue in tutti i suoi punti.

1) Acquista prodotti locali. Vuol dire privilegiare la filiera corta, cioè ridurre i passaggi tra i produttori e i consumatori, eliminando gli intermediari, con vantaggi di riduzione degli impatti ambientali, di sostegno agli agricoltori italiani e riduzione della spesa settimanale.

2) Mangia prodotti di stagione. Se mangiare frutta e verdura è importante, altrettanto importante è mangiarle nel momento giusto. La frutta e la verdura hanno una propria stagionalità. In natura le specie animali si nutrono in maniera diversa a seconda delle stagioni e questo è importante per la conservazione degli ecosistemi. L’uomo, grazie alla tecnologia e alle importazioni, può potenzialmente mangiare in ogni momento dell’anno qualsiasi alimento, mentre uno dei principi più importanti di una dieta sana ed equilibrata è proprio nella varietà. Consumare frutta e verdura di stagione aiuta a rispettare questo principio. E aiuta l’ambiente perché in generale determinano minori impatti e permettono di avere una dieta varia

3) Diminuisci il consumo di carne. L’attuale modello industriale di allevamento animale è la causa di gravissimi problemi ambientali: cambiamenti climatici, inquinamento, consumo di acqua, perdita di biodiversità, deforestazione e consumo di risorse fossili. La gran parte della carne che consumiamo proviene da proprio allevamenti industriali intensivi: per ottenere 1 kg di carne di manzo sono quindi necessari circa 15 kg di cereali e soia, 15.000 litri d'acqua e si emettono fino a 68 kg di CO2eq. 

4) Scegli i pesci giusti. Ovvero sono da  prediligere quelli pescati rispetto a quello di acquacoltura, e non vanno mangiati i pesci a rischio di estinzione. Le risorse ittiche non sono illimitate. Nel Mediterraneo il 96% degli stock ittici di acque profonde è sovra sfruttato, così come il 71% delle specie di mare aperto (come sardine e acciughe). Sulle tavole dei consumatori italiani arriva però pesce da tutto il mondo. Nessuno si chiede da dove vengano sogliole, scorfani o rane pescatrici. In Italia quasi nessuno mangerebbe una specie terrestre a rischio d’estinzione, mentre spesso questo avviene quando si consuma del pesce come il baccalà o l’anguilla. Delle oltre 700 specie marine commestibili presenti nel Mediterraneo solo il 10% circa è commercializzato. La conseguenza di questa "ignoranza" è un sovrasfruttamento degli stock delle specie più conosciute (come alici, nasello, merluzzo, pesce spada, sgombro, sogliole), che tendono col tempo a scarseggiare nei nostri mari

5) Riduci gli sprechi di cibo. In Italia, lo spreco di cibo ha numeri impressionanti: vale complessivamente 8,1 miliardi di euro l'anno, ovvero 6,5 euro settimanali a famiglia e 630 grammi di cibo buttati ogni settimana. Annessa a questi sprechi c’è anche tanta natura che viene sprecata con essi

6) Privilegia i prodotti biologici. Perché l’agricoltura biologica (definita nel Regolamento CE n. 834/07) è un sistema integrato di produzione agricola, sia vegetale sia animale, che non solo consente di disporre di cibi più sani e saporiti ma cerca allo stesso tempo di ridurre il più possibile l’impatto ambientale delle attività produttive, basandosi sul rispetto dei processi ecologici, delle risorse (in primis suolo e acqua) e della biodiversità ed eliminando l’uso di sostanze chimiche di sintesi (come concimi, diserbanti, insetticidi, pesticidi, antibiotici)non solo perché sono più sani, ma anche perché riducono il più possibile l’impatto ambientale delle attività produttive, basandosi sul rispetto dei processi ecologici, delle risorse (in primis suolo e acqua) e della biodiversità ed eliminando l’uso di sostanze chimiche di sintesi.

7) Evita di acquistare prodotti con troppi imballaggi, per ridurre i rifiuti. Ciascun italiano produce oltre 528 kg di rifiuti l’anno, per un costo medio di gestione di 186 euro per famiglia. Circa il 40% dei rifiuti è costituito da imballaggi. Tutto quello che, infatti, acquistiamo (bibite, prodotti per la casa e per l’igiene personale, conserve, pane, ecc.) per poter arrivare sullo scaffale del supermercato e poi nelle nostre case ha bisogno di essere impacchettato o confezionato. Gli imballaggi però, una volta giunti nelle nostre case e conclusa la propria funzione di “protezione e trasporto”, si trasformano in rifiuti da smaltire.

8) Evita i cibi eccessivamente elaborati. I piatti pronti hanno fatto registrare, tra tutti gli alimentari, il record di aumento delle quantità acquistate, con una crescita del 10% negli ultimi anni. Questa tipologia di alimenti (che include anche sughi, surgelati, caffè in cialde, piatti pronti refrigerati, barrette di cereali, frutta già tagliata in vaschetta e prodotti light) ha impatti molto elevati, prioritariamente dovuti alle richieste di energia nelle fasi di produzione e conservazione.

9) Bevi l’acqua del rubinetto. L’acqua in bottiglia è totalmente insostenibile sotto il profilo ambientale. Il suo uso potrebbe essere giustificato solo laddove quella del rubinetto non fosse idonea per l'uso alimentare ma, nella gran parte delle città italiane, invece, la qualità dell'acqua di rubinetto è sicura, salubre, batteriologicamente pura e accettabile al gusto. Di contro gli italiani, attirati probabilmente dalla pubblicità che attribuisce all'acqua imbottigliata proprietà "terapeutiche" e di dimagrimento (difficili da dimostrare ma effettive soprattutto sul prezzo) sono i più grandi consumatori d'Europa di acqua in bottiglia, con 192 litri a testa.

10) Evita sprechi ai fornelli. Oltre a riciclare quello che avanza in cucina, anche l’uso corretto dei fornelli può aiutare a non “bruciare” risorse! Quando usi il forno, puoi decidere di mettere a cuocere più teglie insieme, cercando di evitare di aprire in continuazione il forno. Puoi, inoltre, spegnere qualche minuto prima dell’avvenuta cottura, ultimandola con il calore residuo. Un’altra potenziale forma di risparmio è legata all’uso del coperchio capace di ridurre i tempi di cottura e l’energia utilizzata. In questo la pentola a pressione è maestra: dimezza i tempi ed è ottima per soprattutto per cibi che vanno lessati, stufati o cotti al vapore. Occhio alla fiamma: è importante scegliere pentole e fornelli proporzionati tra di loro, infatti solo il calore che raggiunge il fondo della pentola è utile alla cottura…se la fiamma va oltre i bordi spreca energia e brucia i manici.

Per saperne di più: http://www.oneplanetfood.info/alimentazione-sostenibile/10-consigli/
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