Aragosta e filetti di branzino in provetta: dopo la carne dagli Usa arriva il pesce

Filetti di pesce e gamberetti coltivati in laboratorio pronti per essere mangiati. È l'ultima frontiera del cibo in provetta che, dopo la carne alle cellule staminali, punta ai prodotti ittici in vitro con la promessa di mantenere inalterati sapori, consistenze e benefici nutrizionali rispetto a quelli veri.

Un percorso che oltreoceano è già iniziato grazie a diverse start-up californiane di biotecnologia, spinte da un business molto green. Pesce, molluschi e crostacei, infatti, sono alimenti fondamentali per miliardi di persone e le pratiche di pesca non sostenibili stanno decimando gli stock in tutto il mondo; certo ci sono gli allevamenti ittici, ma possono creare una serie di problematiche ambientali.

Da qui l'interesse della Finless Foods per coltivare in vitro filetti di branzino, tilapia, persico e acciuga e della New Wave Foods dedicata invece ai gamberetti. Sperimentazioni interessanti dal punto dell'innovazione tecnologica, ma non come storia del cibo, commenta con l'ANSA la ricercatrice del Crea Stefania Ruggeri. «Forse - ha rilevato - dovremo tentare anche altre strade per assicurare a tutti cibo buono e salutare e rispettare il nostro Pianeta».
Sabato 2 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 04-06-2018 09:11

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3 di 3 commenti presenti
2018-06-02 13:04:20
Ecco bravi questi filetti dal sapore senza dubbio paradisiaco mangiateveli negli USA, così siete pure ecosostenibili. Io continuo a pescarmi la solita spigoletta da fare al cartoccio e siamo tutti contenti.
2018-06-03 09:55:13
Forse non ha letto bene il punto fondamentale: "Le pratiche di pesca non sostenibili stanno decimando gli stock in tutto il mondo". Lei ha figli? Io ne ho: quando avranno la mia eta' le spigolette saranno finite da un pezzo.
2018-06-03 21:52:41
Sa che cosa significa "pratiche di pesca non sostenibili"? Significa delinquente con licenza di pesca professionale (ma anche non) che non rispetta misure minime, periodi di fermo riproduttivo, distanza minima dalle coste, trama delle maglie, strascico su fondali con posidonia, eccetera, eccetera, eccetera. E invece di combattere questi delinquenti che facciamo, cominciamo ad abituarci all'idea di mangiare pesce coltivato in laboratorio? Parliamo del nostro orticello, che anch'esso non se la passa di certo bene. Io sono iscritto ad una associazione nazionale (dietro pagamento di un contributo s'intende) nata per contrastare queste pratiche illegali oltre che tutelare i diritti di chi paga regolare licenza dilettantistica agendo nella più assoluta legalità e non essere sommerso di divieti per pescare a canna una spigola da riva (se va bene), quando lo stato non ha la forza e forse nemmeno tanto celatamente la volontà (anche qua ci sono le solite lobby di intoccabili eh...) di mettere in galera certi soggetti approvando leggi che stanzino risorse e prevedano validi deterrenti anziché la solita ridicola multa. Almeno nel nostro cosiddetto orticello ci si prova a farsi sentire e magari un giorno ne beneficeranno anche i suoi figli, se i numeri per contare a livello politico ci saranno. Ebbene sì, sempre la solita stramaledetta politica, per la quale se non esistono determinati numeri non conti nulla. Lei scusi, con tutto il rispetto, dato che è ciò che si fa adesso che influenzerà lo stato in cui lo si "consegnerà" alle generazioni future, quindi anche ai suoi figli, che cosa fa?
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