Omicron e scuole, il report di Cittadinanza attiva denuncia: «Aule gelate e incubo contagi»

Scuola, istituti del Lazio alle prese con Omicron, un report denuncia: «aule gelate e incubo contagi»
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Giovedì 27 Gennaio 2022, 18:49 - Ultimo aggiornamento: 18:54

Aule gelate dove si fa lezione con i giacchetti o addirittura con le coperte portate da casa, bagni dove non c'è neanche il sapone per igienizzarsi le mani. È il quadro delle scuole alle prese con l'emergenza Omicron nella regione Lazio fotografato dal report di Cittadinanza attiva che ha coinvolto 600 tra alunni e genitori degli istituti di ogni grado evidenziando le criticità del ritorno in presenza. 

Al sondaggio hanno risposto 504 cittadini, per il 60% alunni delle scuole superiori tra i 15 e i 18 anni e un 40% di genitori di alunni delle scuole secondarie di primo grado, medie ed elementari. Le scuole coinvolte sono principalmente nella provincia di Roma (con 454 questionari compilati), seguita da Viterbo con 18, Latina con 17, Frosinone con 9, Rieti con 2. 

Aule gelate perchè non ci sono purificatori d'aria 

Come disposto dal Ministro dell'Istruzione Bianchi le lezioni sono riprese in presenza dopo le vacanze di Natale. Dal sondaggio infatti il 98% delle scuole risulta aperto, anche se quasi la metà, il 45%, ha classi in isolamento. La situazione per chi va in aula però non è delle migliori: le lezioni si svolgono quasi sempre con le finestre aperte, perchè solo il 5% degli istituti si è dotato di sistemi di ricambio meccanico dell'aria. Con le basse temperature di questo periodo, il 76% degli alunni dice di indossare il giacchetto durante la lezione e i 22,7% di portarsi delle coperte da casa.  

Nei bagni manca il sapone per igienizzarsi le mani

Carenti anche le misure di prevenzione. In pochissime scuole c’è la possibilità di usare sapone o detergenti specifici, che in realtà da anni mancano nei bagni scolastici. Nel 52% delle realtà la scuola mette a disposizione igienizzanti per le mani, mentre nel restante 35% l'aquisto di saponi o igienizzanti è lasciata alla buona volontà di alunni e genitori. Va peggio per le mascherine: il 30% delle scuole fornisce mascherine chirurgiche, ma appena l'1% degli istituti scolastici fornisce FFP2 agli alunni, che quindi nella maggiorparte dei casi sono costretti a portarla da casa. 

Trasporti, i mezzi pubblici sono sempre pieni 

Altra criticità mai risolta è quella dei trasporti per raggiungere la scuola: nell’84% dei casi i mezzi pubblici utilizzati dai ragazzi sono affollati e per questo chi può cerca di fare ricorso al mezzo privato (73,5%).

Incubo quarantena sempre dietro l'angolo

Problemi anche con la gestione della pandemia e dei contagi: «Dal mese di dicembre il tracciamento dei casi da parte delle ASL è totalmente saltato a causa della variante Omicron .Il sistema di tracciamento ha mandato in tilt i servizi di segreteria delle scuole. Le ASL, i medici di famiglia e tutto il sistema sanitario sono su questo punto andati in “palla”» scrivono nel report di cittadinanza attiva, denunciando anche  «vicende al limite dell’incredibile» per quanto riguarda le procedure di attivazione della DAD, della DID, e il sistema dei tamponi e delle quarantene. Ad aumentare lo stress per le famiglie, le difficoltà legate alla necessità di tenersi sempre aggiornati su normative in costante evoluzione, la "corsa al tampone" per ottenere i certificati per il ritorno a scuola. 

L'appello delle famiglie "servono investimenti mirati" 

«Troviamo sinceramente insostenibile tale situazione» afferma Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio «i servizi igienici, lo stato delle classi, la gestione delle aule con un sovraffollamento decennale riportano al centro un tema come quello della qualità degli edifici che impatta direttamente sulla qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Se ancora oggi siamo in queste condizioni c’è poco da stare allegri. E’ urgente intervenire con investimenti per garantire, come suggerito anche dagli stessi ragazzi: bagni ad aule decenti; basta con le classi pollaio; investire e mettere in funzione purificatori d’aria; così come rendere più sicuro l’ambiente con dispositivi di protezione adeguati».

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