Studenti, l'effetto Covid: impreparati e senza lavoro. La classifica dei migliori licei e istituti tecnici

Il rapporto Eduscopio da Napoli a Milano

Studenti, l'effetto Covid: impreparati e senza lavoro
di Lorena Loiacono
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Martedì 29 Novembre 2022, 06:09 - Ultimo aggiornamento: 18:31

ROMA Il miglior liceo classico di Roma è lo storico Giulio Cesare, a Milano il liceo privato Sacro Cuore e a Torino il Massimo d'Azeglio. Tra gli scientifici invece spiccano il Righi della Capitale, il Mercalli di Napoli e il Ferraris di Torino. Sono tutti licei da cui escono diplomati che poi, all'università, ottengono buoni risultati. La classifica delle migliori scuole superiori, stando ai dati relativi agli esiti ottenuti poi in ambito universitario e lavorativo, viene stilata anche quest'anno dalla nuova edizione di Eduscopio, il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, che ha analizzato i dati di 1.289.000 diplomati italiani di 7.700 scuole nei tre anni scolastici 2016/2017, 2017/2018, 2018-2019. Tra questi ci sono quindi i liceali che proseguono gli studi all'università e i diplomati degli istituti tecnici e professionali, di cui si valutano i tempi di inserimento nel mondo del lavoro.
I diplomati degli istituti tecnici sono presenti in entrambe le rilevazioni, sia basate sui risultati universitari sia lavorativi, perché anche negli istituti tecnici c'è un'importante percentuale di diplomati che sceglie di andare avanti con gli studi universitari piuttosto che entrare subito nel mercato del lavoro: si tratta di un diplomato tecnico su tre. In ambito lavorativo invece i migliori, per quest'anno, sono il Croce Aleramo, il Faraday e il Tor Carbone a Roma, il Regina Mundi, il Mattei e il Carlo Porta a Milano, il Vittorini e il Colombatto tra i primi di Torino e il Modigliani e il santa Maria di Napoli, entrambi privati.


A DISPOSIZIONE DELLE FAMIGLIE
Eduscopio rappresenta un valido strumento di orientamento per le famiglie, proprio in queste settimane in cui ci si prepara alla scelta della scuola superiore visto che, dal 9 gennaio, i ragazzi di terza media dovranno indicare la scuola che vorranno frequentare il prossimo anno.

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«Le informazioni, i dati e i confronti fra le scuole che si trovano in Eduscopio ha detto il direttore della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto possono essere davvero utili per le scelte educative di tutte le famiglie, in particolare di quelle che hanno minori risorse e reti sociali meno sviluppate. Ovviamente, Eduscopio non può essere l'unico strumento: non a caso, siamo in attesa di una seria riforma dell'orientamento alla scelta della scuola superiore, prevista dal Pnrr, ma di cui si parla troppo poco. Ma oltre a dare informazioni a studenti e famiglie, Eduscopio ci aiuta a capire altri fenomeni importanti». I dati di quest'anno anno sono relativi infatti ai diplomati del 2019: quelli che hanno provato ad inserirsi nel mondo del lavoro in piena era covid. «Quest'anno - continua Gavosto - i dati ci dicono che il Covid ha avuto forti ripercussioni sui percorsi dei diplomati degli istituti tecnici e professionali che hanno scelto di non continuare all'università, ma di trovare lavoro: a livello aggregato, il tasso di occupazione calcolato da Eduscopio per i diplomati del 2019 che hanno cercato l'impiego in piena pandemia risulta dell'11% più basso rispetto ai diplomati del 2017. Dopo il forte calo degli apprendimenti registrato dall'Invalsi nel 2021 e 2022, la pandemia rischia dunque di lasciare segni profondi anche sulle prospettive di lavoro di questa generazione».

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GLI OCCUPATI
L'indice di occupazione rilevato da Eduscopio, definito come la percentuale di occupati che hanno lavorato almeno 6 mesi entro i primi due anni dal diploma, per i diplomati nel giugno 2019 prende in considerazione il periodo che arriva fino a settembre 2021: ci sono quindi almeno 18 mesi di effetto Covid. L'impatto si è fatto sentire non solo sui livelli occupazionali con una perdita dell'11% di occupazione dei diplomati rispetto a quelli del 2017, ma anche sulla tipologia dei contratti con un calo del 5% di quelli a tempo indeterminato. I dati parlano chiaro: «Da Eduscopio emergono dati sul lavoro certamente penalizzati dalla pandemia di Covid-19 - ha spiegato Mario Mezzanzanica Direttore del CRISP e Prorettore al Placement dell'Università di Milano Bicocca - il tasso di occupazione dei diplomati del giugno 2019 è pari al 42,5%, rispetto ai 47,9% dei diplomati 2018 e al 53,7% dell'anno ancora precedente. Sono dati che rispecchiano anche le statistiche ufficiali che mostrano una flessione maggiore dei giovani diplomati rispetto ai giovani laureati nel periodo più critico della pandemia». Per quanto riguarda invece gli esiti universitari non sono stati registrati: gli atenei nella maggior parte dei casi sono riusciti a garantire una didattica adeguata e gli esami online senza interruzioni significative.
 

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