Vaccini in Lombardia, caos a Cremona: la Regione dimentica di inviare gli sms e si presentano in 58

Vaccini in Lombardia, caos a Cremona: la Regione dimentica di inviare gli sms e nessuno si presenta
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Domenica 21 Marzo 2021, 12:30 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 07:22

Erano 600 le dosi a disposizione, ma soltanto 58 cittadini si sono presentati questa mattina all'hub di CremonaFiere per la somministrazione del vaccino. Ancora una volta per un problema relativo alle prenotazioni gestite da Aria, la società controllata al 100% da Regione Lombardia e contro la quale si era scagliata ieri persino l'assessora al Welfare Letizia Moratti.

Critiche a cui si sono aggiunte di nuovo le accuse degli esponenti dell'opposizione. L'inghippo di oggi è lo stesso che ieri aveva creato il caos: il mancato invio degli sms da parte di Aria, un problema al sistema di avviso agli utenti che si erano prenotati sulla piattaforma. A differenza di ieri, però, quando l'Azienda socio sanitaria territoriale aveva invitato attraverso messaggi whatsapp la popolazione over 80 e il personale scolastico a recarsi a fare la vaccinazione, oggi il messaggio è stato opposto: nessuno deve raggiungere la Fiera senza prenotazione. Asst ha quindi gestito in prima persona le chiamate, sulla base dei nominativi di chi aveva aderito alla campagna, e alla fine è riuscita comunque a vaccinare oltre 600 cittadini. Per non sprecare dosi, c'è anche chi si è dato da fare in prima persona.

 

Giuseppe Papa, primo cittadino di San Bassano, paese di duemila abitanti a nord del capoluogo, si è precipitato in municipio, ha aperto gli elenchi degli ultraottantenni residenti, è andato a prenderli a casa e li ha portati a Cremona. Venti gli ultraottantenni rintracciati, poi Papa è passato a prenderli casa per casa e li ha portati al polo vaccinale su due pulmini messi a disposizione da Fondazione Vismara.

Di fronte alla replica del caos, i consiglieri regionali di Pd e Movimento 5 Stelle sono tornati ad attaccare Palazzo Lombardia. «L'ennesimo flop» ha commentato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Marco Degli Angeli. «Salvini, Fontana e la sua maggioranza chiedano scusa ai lombardi. Aria SpA ha la sua parte di responsabilità, ma non deve diventare paravento dei fallimenti di una Giunta di centrodestra che da più di 20 anni governa, male, il nostro sistema sanitario. Siamo nelle mani del caso, dell'improvvisazione e questo è scandaloso».

«Ogni giorno un disservizio» ha aggiunto Matteo Piloni, consigliere regionale del Pd eletto in provincia di Cremona. «E a pagare sono i cittadini. È vergognoso. E il sistema che Regione Lombardia utilizza ed è gestito da Aria, la società voluta dal presidente Fontana e dall'assessore al Welfare Moratti, è costato 20 milioni di euro. Soldi di tutti».

Ancora più duro il deputato M5S Stefano Buffagni: «Lo schifo che sta succedendo in Regione Lombardia sulla gestione delle vaccinazioni e la totale inadeguatezza dei suoi dirigenti di Aria SpA è sotto gli occhi di tutti. La Moratti e Fontana sono fermi a difendere un sistema evidentemente inadeguato. Vanno cacciati gli incapaci che stanno facendo un disastro dopo l'altro. Mi vergogno di questo scempio».

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In verità, i vertici della Giunta regionale stanno prendendo le distanze da Aria, come testimonia il tweet scritto ieri sera dal vicepresidente Letizia Moratti: «L'inadeguatezza di AriaLombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente rallenta lo sforzo comune per #vaccinare. Ô inaccettabile». E oggi anche il leader della Lega Matteo Salvini ha ipotizzato novità importanti. «Se qualcosa non funziona, si cambia - ha detto l'ex ministro -. L'abbiamo visto a livello nazionale: Arcuri è cambiato, la Protezione civile e il Cts sono cambiati...».

 

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