Variante indiana, vaccini efficaci ma «con terza dose saremmo più sicuri». Lo studio del Campus Biomedico

Variante indiana, vaccini efficaci ma «con terza dose saremmo più sicuri». Lo studio del Campus Biomedico
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Lunedì 24 Maggio 2021, 15:40 - Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 10:44

La variante indiana sembrerebbe essere più contagiosa di quella inglese, ma non più letale, e sarebbe coperta dai vaccini in uso. È quanto emerge da uno studio condotto dall'Università Campus Biomedico di Roma con vari istituti tra i quali Università Bicocca, Policlinico Gemelli e Istituto di virologia umana del Maryland e pubblicato su MedRix.

Massimo Ciccozzi, esperto e responsabile dell'unità di epidemiologia molecolare dell'Università Campus Biomedico, a fronte della maggiore contagiosità della mutazione indiana del Covid, consiglia di «monitorare i viaggi dall'India, dove questa variante è maggiormente diffusa e di sorvegliare gli scali da altri Paesi». A ciò aggiunge la necessità di una terza dose di vaccino «proprio per la presenza di tante varianti che attualmente osserviamo». Il punto, rileva, è che «sappiamo ancora poco sulla durata dell'efficacia vaccinale: sappiamo che sei mesi di copertura per effetto dei vaccini sono assicurati ma alcuni studi estendono tale periodo a 8 mesi. Ritengo dunque che, precauzionalmente, a partire da ottobre le terze dosi andrebbero effettuate». Quanto alla tipologia di vaccini da utilizzare, «ci sono studi in cui sono stati utilizzati vaccini diversi per la prima e seconda dose ed i risultati sono stati positivi, addirittura in alcuni casi l'efficacia aumenta. Dunque - conclude Ciccozzi - potrebbe essere possibile utilizzare anche un vaccino diverso rispetto a quello impiegato per il primo ciclo vaccinale».

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