San Luigi dei francesi non morì di peste ma per scorbuto

Martedì 25 Giugno 2019
Non fu la peste ad uccidere Luigi IX di Francia, al ritorno dall'VIII crociata nel 1270, come fino ad oggi hanno raccontato gli storici. Secondo una diagnosi a secoli distanza, la morte del sovrano deve essere attribuita alle conseguenze allo scorbuto, malattia innescata dalla mancanza di vitamina C, caratterizzata da sanguinamenti.

A proporre questa tesi uno studio appena pubblicato su
Journal of Stomatology dall'équipe diretta da Philippe Charlier, medico legale, antropologo e paleopatologo, noto per aver studiato la testa mummificata di Enrico IV, il cranio di Cartesio, la mascella di Hitler e il cuore di Riccardo cuor di Leone. All'origine della morte del re santò, a 56 anni, una complicazione dello scorbuto che avrebbe interessato prima le gengive poi le ossa, secondo quanto stabilito dall'analisi di una parte della mascella del sovrano conservata nella cattedrale di Notre Dame e su cui gli studiosi hanno potuto lavorare.

L'attribuzione della morte alla peste, in realtà, potrebbe essere legata solo ad un errore di traduzione dell'antico francese 'pestilenzà (pestilence), che indica una generica malattia infettiva non necessariamente la peste. Il re, fiaccato dallo scorbuto, avrebbe sviluppato una o più infezioni che, alla fine, lo avrebbero ucciso. Per stabilire un quadro ancora più preciso ora il gruppo di ricerca avvierà un altro studio, questa volta sull'intestino mummificato del sovrano francese, per scoprire di quali batteri, funghi o virus era popolato.
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