TORINO

Torino, bimbo di 4 anni riacquista l'uso della mano grazie all'impianto di un dito del piede

Martedì 26 Gennaio 2021
Torino, bimbo di 4 anni riacquista l'uso della mano grazie all'impianto di un dito del piede

Vittima di un grave incidente, con l'amputazione di un dito, rischiava di non poter più usare la mano destra, che sarebbe rimasta menomata per sempre. In aiuto di un bambino di 4 anni, sono però arrivate la perizia medica e la tecnologia, unite in un eccezionale intervento chirurgico che ha consentito di trapiantare parte di un dito del piede del piccolo al posto delle prime due falangi del dito medio della mano. Un interento senza precedenti a uno speciale microscopio sperimentale a guida robotizzata ad altissimo ingrandimento. 

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L'operazione è stato eseguito lunedì all'ospedale Regina Margherita di Torino dall'equipe chirurgica coordinata dal dottor Bruno Battiston, direttore del reparto di chirurgia della mano dell'ospedale Cto, insieme ai dottori Davide Ciclamini e Paolo Titolo, responsabili della microchirurgia ricostruttiva e della chirurgia del nervo periferico.

Grazie all'innovativo microscopio robotico, osso, tendine e tessuti molli di un ditino del piede sono stati innestati in quello della mano, che potrà ora crescere e svilupparsi normalmente. «In un bambino così piccolo - spiega Battiston - non si poteva ricostruire il dito come per un adulto, con una protesi o bloccando l'articolazione, cosa che avrebbe compromesso la funzionalità di tutta la mano. In un bambino il dito è in crescita, quindi deve seguire anche morfologicamente la mano». 

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Si è quindi deciso di procedere con questo tipo di intervento che, spiega ancora il medico, «consentirà al bimbo di tornare alle condizioni di prima senza in alcun modo compromettere la funzionalità del piede. Continuerà a camminare e correre senza problemi». Il nuovo microscopio, spiega ancora Battiston, consente di fare «un ulteriore passo avanti per casi sempre più complessi. Vorremmo testarlo anche per le urgenze e sarebbe molto utile in questo periodo di Covid, in cui non si può usare lo scafandro di protezione - sottolinea - Questo infatti lo permette, dal momento che trasmette l'immagine del campo operatorio a un occhiale usato dall'operatore».

Per il direttore generale della Città della Salute, Giovanni La Valle, «si tratta di un intervento all'avanguardia senza precedenti, che le capacità riconosciute dei nostri professionisti hanno saputo portare a buon fine valorizzando una strumentazione mai utilizzata precedentemente. Un grande riconoscimento che questa apparecchiatura sia stata affidata in via sperimentale proprio alla nostra azienda».

 

 

Ultimo aggiornamento: 18:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA