Novavax, dagli Usa il vaccino anti Covid «efficace oltre il 90% anche contro le varianti»

Novavax, dagli Usa il vaccino anti Covid «efficace oltre il 90% anche contro le varianti»
di Mario Ajello
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Lunedì 14 Giugno 2021, 16:18

E’ la new entry. E non si fa che parlare di questa. E’ il vaccino Novavax. Produzione americana. Obiettivo: affermarsi sul mercato anche calcolando le difficoltà di alcuni concorrenti, come AstraZeneca. La società di biotecnologie statunitense Novavax ha annunciato che il suo vaccino sperimentale contro il Coronavirus ha un’efficacia di più del 90 per cento nel proteggere dal morbo. Il risultato deriva dalla fase 3 dei test clinici svolti negli Stati Uniti e in Messico, a cui hanno partecipato in tutto 29.960 volontari.


Il Novavax - annuncia l’azienda - ha un’efficacia superiore al 90 per cento nella sperimentazione statunitense anche per le varianti. Lo ha riferito proprio Novavax Inc, con sede nel Maryland, secondo la quale i dati dell’ultima fase del suo studio clinico negli Stati Uniti mostrano che il suo siero sarebbe il più affidabile di tutti. Lo studio di quasi 30.000 volontari in Nord e Centro America mette Novavax - incalza la società - in pista per presentare un’autorizzazione di emergenza negli Stati Uniti e altrove nel terzo trimestre del 2021.


Il candidato vaccino a base di proteine è stato più del 93 per cento efficace contro le varianti predominanti di Covid-19 che hanno destato preoccupazione tra gli scienziati e i funzionari della sanità pubblica. I vaccini basati sulle proteine sono un approccio convenzionale che utilizza pezzi purificati del virus per stimolare una risposta immunitaria: anche i vaccini contro la pertosse e l’herpes zoster utilizzano questo approccio.
Novavax ha detto che il vaccino è stato generalmente ben tollerato dai partecipanti. Reazioni quasi nulle. Novavax assicura che il vaccino ha un’efficacia del 100 per cento nel proteggere contro le varianti che destano meno preoccupazione e del 93 per cento contro le principali e più preoccupanti varianti del Coronavirus in circolazione. In base a questi risultati l’azienda ha detto che intende sottoporre il vaccino alle autorità sanitarie di Stati Uniti e Unione Europea per chiederne l’autorizzazione. L’azienda ha detto che prevede di di raggiungere la produzione di 100 milioni di dosi al mese entro la fine di settembre e di 150 milioni di dosi al mese entro dicembre.


Il vaccino di Novavax utilizza un metodo piuttosto collaudato e già impiegato in altri vaccini, anche se non in quelli attualmente approvati contro il Coronavirus e in questo rappresenta una novità. Il farmaco imita il comportamento della proteina sulle punte dell’involucro esterno del Coronavirus, che questo impiega per legarsi alle cellule del nostro organismo e iniettarvi all’interno il proprio materiale genetico per replicarsi. Grazie al vaccino il sistema immunitario può imparare a contrastare la proteina senza entrare in contatto con il Coronavirus vero e proprio. Nel caso di una seguente infezione, può usare le conoscenze acquisite per impedire al virus di penetrare nelle cellule e fare danni.


L’amministratore delegato della società, Stanley Erck, ha riconosciuto parlando alla stampa che Novavax avrebbe probabilmente ottenuto la sua prima autorizzazione altrove. La società sta infatti facendo domanda anche in Gran Bretagna, Unione Europea, India e Corea del Sud. «Penso che la buona notizia sia che i dati sono così convincenti che danno a tutti un incentivo a prestare attenzione al nostro lavoro», ha affermato Erck.


Quando Novavax otterrà il via libera dal governo degli Stati Uniti, potrebbe essere troppo tardi per contribuire alla prima ondata di vaccinazioni del paese. Ma molti esperti di vaccini si aspettano che, con il declino dell’immunità e le varianti emergenti, il paese avrà comunque bisogno di richiami. E la tecnologia a base di proteine utilizzata nel vaccino Novavax può essere utile a amplificare questa la protezione, anche su persone sono state precedentemente vaccinate con una formulazione diversa.

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