Allergia, inizia la battaglia di primavera: i 10 consigli per difendersi

Mercoledì 13 Marzo 2019
Allergia, inizia la battaglia: i 10 consigli per difendersi

Naso gocciolante, occhi arrossati, starnuti a raffica: con l'arrivo della primavera torna l'incubo allergie. «Sono circa 20 milioni le persone (1 su 3) che in Italia soffrono di disturbi legati alle allergie stagionali, di cui circa 1,2 milioni sono bambini. Colpa dei pollini, che da marzo a giugno aumentano la loro concentrazione soprattutto nelle giornate soleggiate e ventose. Dal prurito al naso alla congestione nasale, dalla congiuntivite al mal di testa, dalla tosse fino all'asma. Sono questi i principali disturbi che caratterizzano l'allergia da polline».

Lo ricorda l'Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) che promuove un decalogo per difendersi dalle allergie.

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«Quella al polline è la più comune forma allergica che può insorgere a qualsiasi età, anche se più frequentemente durante l'età scolare e l'adolescenza. Ad aumentare il rischio di sviluppare allergie da polline è la predisposizione genetica. Se mamma e papà sono soggetti sani, il rischio che un figlio sia allergico è pari al 10-15% - sottolineano gli esperti dell'associazione - Ma se un genitore su 2 è allergico, la percentuale è pari al 30%. A far salire notevolmente la percentuale, poi, è la presenza di allergia in entrambi i genitori: in questo caso, infatti, il bambino rischia di diventare un soggetto allergico nel 60-80% dei casi. Tra le principali piante responsabili di emettere pollini allergenici le graminacee, la parietaria, l'ambrosia e le betulle, ma anche il cipresso, la mimosa, l'ulivo e la quercia sono in grado di scatenare una risposta immunitaria nei soggetti predisposti».

«A prima vista i sintomi delle allergie possono essere confusi con quelli di un innocuo raffreddore - afferma Susanna Esposito, presidente dell'Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid) e professore ordinario di Pediatria all'Università degli Studi di Perugia - ma se persistono, occorre rivolgersi al medico o, nel caso di piccoli pazienti, al pediatra. Se trascurati, infatti, possono diventare cronici con conseguenze importanti come rinosinusite, crisi d'asma e difficoltà respiratorie. Adottare alcuni accorgimenti e seguire le indicazioni terapeutiche del proprio medico consentirà di tenere sotto controllo i fastidi tipici dell'allergia».

Ecco dunque i 10 consigli Waidid per difendersi dalle allergie: 1) Limitare il tempo trascorso all'aperto nelle ore centrali della giornata quando è più alta la concentrazione di pollini; 2) Evitare di aprire le finestre nelle ore più calde della giornata. Un buon ricambio d'aria degli ambienti è importante, ma è opportuno farlo al mattino presto o in tarda serata, quando la concentrazione di pollini è più bassa; 3) Evitare di stare all'aperto dopo la pioggia. Questa, infatti, riduce in frammenti più piccoli i pollini che possono raggiungere più facilmente le vie respiratorie 4) Consultare il calendario dei pollini può aiutare a calibrare il tempo che si può trascorrere all'aria aperta; 5) Viaggiare in auto tenendo i finestrini chiusi. Se possibile, utilizzare i filtri antiparticolato e sostituirli annualmente, preferibilmente alla fine dell'inverno; 6) Fare la doccia e lavare i cappelli quotidianamente. I pollini, infatti, si depositano sui capelli con il rischio respirarli anche durante la notte; 7) Indossare una mascherina e occhiali da sole durante le passeggiate in bicicletta e all'aria aperta; 8) Mettere da parte tappeti e, se possibile, lavare frequentemente le tende in cui si depositano particelle allergizzanti; 9) Evitare i luoghi in cui è stata da poco falciata l'erba. Se non è possibile, utilizzare una mascherina; 10) Non assumere farmaci senza il consulto del medico. Evitare il fai-da-te e seguire scrupolosamente le indicazioni terapeutiche del medico.

«Se si sospetta un'allergia, il medico o il pediatra curante richiederà il consulto dell'allergologo. La diagnosi avviene generalmente attraverso il 'prick test', un test cutaneo in cui vari allergeni vengono messi a contatto con la pelle del paziente, così da valutare eventuali reazioni - concludono gli esperti Waidid - Una volta accertata l'allergia, per attenuare i disturbi, il medico prescriverà cortisonici in spray per via nasale o antistaminici per bocca, da utilizzare per tutto il periodo della manifestazione sintomatica».

I POLLINI
Primavera incubo per quasi un adulto su cinque (19,5%) e addirittura un under 30 su quattro, colpiti dall'allergia ai pollini, con tutti i suoi fastidiosi sintomi come starnuti a ripetizione e occhi arrossati. Secondo la più recente indagine dell'Associazione nazionale farmaci di automedicazione (Assosalute) ne soffre il 40% circa degli adolescenti, una quota in continuo aumento, che potrebbe arrivare al 50% nel 2022. 

Per avere un po' di tregua è possibile mettere in atto alcune strategie che servono a tenere alla larga i malesseri e a godersi il tepore primaverile: «l'importante è evitare di cadere in alcuni errori, tanto diffusi quanto grossolani, e tenersi lontani dalle tante bufale che circolano sull'argomento», sottolinea Walter Giorgio Canonica, responsabile del Centro di medicina personalizzata Asma e allergie dell'Immuno Center dell'Istituto clinico Humanitas. Nell'aria circolano migliaia di pollini diversi, ma il sistema immunitario subisce solo l'azione di alcuni tipi. «Quando i pollini entrano in contatto con le mucose di occhi, naso, gola, il loro involucro protettivo esterno viene sciolto a causa dell'umidità e vengono liberate le proteine presenti all'interno, i cosiddetti allergeni», spiega Canonica.

In chi soffre di allergie «il sistema immunitario identifica erroneamente gli allergeni come potenzialmente nocivi, reagendo in modo eccessivo per combatterli e formando, attraverso una serie di complessi passaggi, anticorpi specifici, le immunoglobuline E (IgE). Così, ogni volta che l'organismo entra in contatto con il medesimo allergene, alcune cellule del sistema immunitario, i mastociti, rilasciano l'istamina, la sostanza responsabile dei classici disturbi allergici». 

Ecco alcuni chiarimenti dell'esperto sui falsi miti che circolano sulle allergie. Le previsioni del meteo contano. La produzione di polline è, infatti, massima nei giorni di sole, soprattutto nelle ore centrali. Per questo è consigliato arieggiare la casa e uscire all'aperto a mattina, prima delle dieci, oppure la sera. I lavori di giardinaggio? Meglio delegarli, evitando anche di stendere il bucato all'aperto. La pioggia è una preziosa alleata contro l'allergia: l'acqua distrugge i pollini, mentre l'umidità favorisce la chiusura delle antere dei fiori, riducendo temporaneamente la liberazione di nuovi granuli.

Attenzione, invece, quando è in arrivo un forte temporale, perché nelle fasi iniziali i vortici d'aria possono risollevare i pollini, aumentando il rischio di crisi allergiche. Per avere informazioni di prima scelta è bene affidarsi al Bollettino dei pollini (www.pollineallergia.net) o a quelli Arpav provinciali, che forniscono previsioni settimanali aggiornate quotidianamente. - Il periodo critico dura solo un mese. Nel Nord Italia dominano da aprile a settembre i pollini prodotti dalle graminacee, piante erbacee selvatiche che attecchiscono soprattutto nei prati, mentre al Sud colpiscono più persone i pollini delle erbe composite, come artemisia e ambrosia, e chenopodiacee, come amaranto e barbabietola da zucchero.

Ovunque prolifera invece la parietaria, un'erba simile all'ortica con una fioritura cha va da marzo a novembre, molto diffusa in tutta l'area mediterranea, sia in campagna sia in città. - No al fai da te. Vietato affidarsi ai primi test che capitano a tiro, meglio rivolgersi all'allergologo per sottoporsi a esami accurati e validati. Il più semplice e usato è il prick test, che serve a identificare la causa dell'allergia. All'occorrenza, a questo esame possono essere associati altri accertamenti, come la spirometria, che valuta l'ostruzione delle vie aeree; l'endoscopia nasale a fibre ottiche, che ispeziona le cavità del naso; la citologia nasale, che analizza le cellule della mucosa. In caso di necessità, si può ricorrere al dosaggio delle immunoglobuline, un esame del sangue utile a dosare questi anticorpi specifici per ogni allergene. Nel caso di allergie difficili è indicato un nuovo test molecolare «che riesce a scovare allergeni insospettabili, si effettua attraverso un semplice prelievo di sangue, analizzato da uno speciale macchinario simile a un computer che ha in memoria la 'carta d'identità' di 282 componenti, fra cui 125 proteine, presenti nei pollini - spiega Canonica - Il risultato, che arriva dopo una decina di giorni, traccia una mappatura degli elementi che possono scatenare l'allergia. È così possibile proporre una terapia personalizzata». 

Gli antistaminici non impediscono la guida. I più nuovi, di seconda generazione (come loratadina, desloratadina, cetirizina, levocetirizina, bilastina, ebastina, rupatadina) sono più selettivi verso i recettori H1 dell'istamina e superano con più difficoltà la barriera ematoencefalica, arrivando meno agevolmente al sistema nervoso centrale. Sono quindi meglio tollerati e la sonnolenza è molto limitata, precisa l'esperto. - Il cortisone è un rimedio valido per ridurre la risposta difensiva dell'organismo. In particolare nelle riniti, mentre nell'asma i corticosteroidi diminuiscono l'infiammazione e migliorano la respirazione. - Anche i bambini sotto i sei anni possono assumere farmaci. La rinite allergica colpisce circa il 7% dei bimbi tra i sei e i sette anni e, secondo uno studio italiano su 1.360 bambini con età media 10 anni, l'82% è sensibilizzato ad almeno 3 pollini, il 48% ad almeno sei. I più a rischio sono i piccoli che hanno uno o entrambi i genitori allergici.

Una volta accertata l'allergia, è possibile ricorrere agli antistaminici di seconda generazione: alcuni possono essere somministrati già a partire dai due anni. - Il vaccino non previene le allergie. Si tratta di un'immunoterapia specifica e, a differenza delle classiche vaccinazioni utili a prevenire un'infezione o una patologia in una persona sana, il 'vaccinò per l'allergia serve a controllare la malattia ed è in grado di combattere il problema alla radice, dando una regolata al sistema immunitario, in modo da ridurre la produzione degli anticorpi, le immunoglobuline.

 

Ultimo aggiornamento: 13:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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