Covid, indice Rt sale ancora e il Friuli va verso il giallo. Boom di contagi under 12

Il fattore di trasmissione del virus è a 1,21. L’Iss: «Ma l’immunizzazione ci protegge»

Covid, indice Rt sale ancora e il Friuli va verso il giallo. Boom di contagi under 12
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Sabato 13 Novembre 2021, 00:20 - Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 08:34

La migliore istantanea della situazione sul fronte-Covid l’ha scattata ieri il presidente dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) Silvio Brusaferro durante la solita conferenza stampa del venerdì: «I contagi da noi sono aumentati per la terza settimana consecutiva ma il fatto è che in Italia l’aumento è molto inferiore a quello di altri Paesi».
A completare il quadro un’altra pennellata: se i contagi crescono, per ora gli ospedali restano vuoti con solo il 4,4% dei letti di terapia intensiva occupati. Ieri in tutt’Italia erano in rianimazione 445 persone contro le oltre 3.000 dello stesso giorno dell’anno scorso.

Covid Italia, nessuna regione per ora passa in zona gialla ma «casi in aumento dappertutto»

TUTTO BIANCO
Risultato? Tutte le Regioni restano in zona bianca anche se il Friuli sta pagando un prezzo alto per le manifestazioni “no pass” al porto triestino con il 10% delle rianimazioni occupate e un boom di contagi a Trieste che sta spingendo la Regione verso la zona gialla.

E tuttavia, come scritto mille volte fin dall’inizio della pandemia, va ripetuto che il Covid non va sottovalutato: ieri il Lazio ha superato la quota di 1.000 contagi, l’indice Rt è salito ancora a quota 1,21 e in una sola settimana l’incidenza, cioè il numero medio di nuovi casi ogni 100.000 abitanti, è salita di circa il 50% passando da 53 a 78.

Questo scenario consente di capire che Natale faremo fra sei settimane? Gli esperti preferiscono non rispondere anche se fra le righe non è difficile intravedere un cauto ottimismo.
«La situazione epidemiologica è in rapida evoluzione e l’incidenza tende ad aumentare - ha affermato ieri il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza - ma i vaccini ci stanno proteggendo dalle forme più gravi di malattia».

Il quadro è confermato dai dati del bollettino giornaliero del ministero: ieri i nuovi positivi sono stati 8.516, qualcuno in meno rispetto alle 24 ore precedenti, con 68 vittime. Il tasso di positività è risultato in aumento all’1,7% mentre i ricoverati nei reparti ospedalieri ordinari sono arrivati a quota 3.525.
Numeri che fanno dire al Centro europeo per la prevenzione delle malattie, l’Ecdc, che l’Italia assieme a Malta, Spagna e Svezia è un «Paese a bassa preoccupazione».

L’attenzione resta in ogni caso alta: «Le parti dell’Italia confinanti con i paesi dell’Est cominciano ad assumere una colorazione rossacea e ciò dimostra che la circolazione del virus sta aumentando. L’incremento è diverso da area a area ma è diffuso tanto che ben 17 Regioni segnalano una incidenza superiore ai 50 casi contro le 13 della settimana precedente», ha avvertito Brusaferro, precisando che le fascia d’età più colpita è quella tra 30 e 49 anni.

PREVISIONI DIFFICILI
Il presidente dell’Iss ha anche offerto una nuova chiave di lettura per spiegare la diffusione dei casi quando ha sottolineato che si registra un forte aumento dei casi tra i bambini sotto i 12 anni.
Se l’incidenza dovesse ancora salire, ha aggiunto Rezza, il passaggio al giallo per alcune Regioni diverrebbe possibile, anche se «è molto difficile fare delle previsioni».

A “spiazzare” in qualche modo gli addetti ai lavori è la strana caratteristica di questa nuova ondata che tranne che in alcune aree - come le province di Trieste, Gorizia e Bolzano - avanza in modo molto casuale.
Preoccupano in particolare i focolai sparsi per l’Italia e legati a feste o viaggi. A Milano, ad esempio, 12 agenti della Polizia locale, tutti vaccinati, sono risultati positivi dopo aver partecipato ad una festa per un ex collega, mentre un altro focolaio in provincia di Rimini ha messo in ginocchio il comando di Polizia locale dell’Unione dei Comuni della Valconca.

Un ulteriore focolaio, con un decesso, ha poi riguardato un gruppo di ristoratori e titolari di servizi del Nord della Sardegna che, chiusa l’attività a fine estate, hanno organizzato un viaggio di piacere in Veneto.
Resta da segnalare, infine, la protesta dell’Oms che accusa i paesi ricchi di «vaccinare con la terza dose persone sane oppure di proteggere bambini quando in molti paesi a basso reddito le vaccinazioni sono un miraggio. Il virus così continuerà a circolare nel mondo».

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