Covid, meno tamponi molecolari: così in Italia il tasso di positività cresce

Covid, meno tamponi molecolari: così in Italia il tasso di positività cresce
di Giuseppe Scarpa
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Martedì 29 Dicembre 2020, 06:11 - Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 14:26

Con i test molecolari in calo cambia la mappa dei positivi. Da novembre, quando hanno preso piede gli antigenici in farmacia, l'utilizzo dei molecolari è divenuto più selettivo. Questi ultimi, maggiormente precisi rispetto ai primi, verrebbero impiegati spesso solo dopo un caso di positività emerso con i rapidi.
E così la domanda dei molecolari si è abbassata accogliendo, per così dire, una clientela più selezionata. Questo ha comportato un risultato favorevole: viene stressato meno il sistema sanitario, anche con un buon risparmio economico. Tuttavia, questa parziale diminuzione dell'utilizzo del molecolare, ha prodotto un effetto collaterale. Un conteggio parzialmente sfalsato del tasso di contagio.

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IL CALCOLO
Fino a poco tempo fa la percentuale delle persone che risultavano positive al Covid-19 si calcolava sulla platea di pazienti che si sottoponevano esclusivamente al molecolare, senza passare da un primo esame dall'antigienico. Il risultato? Molte più persone eseguivano l'esame. Adesso, invece, grazie ai test rapidi praticati nelle farmacie il numero di soggetti che decide poi di fare la fila fuori da un drive in è più bassa, ma è quasi sicura di avere il Covid-19. Tuttavia questo fa sì che il rapporto tra il numero di molecolari e il numero dei positivi restituisca un dato più elevato.


A tal fine il ministero della Salute sta studiando le contromisure per cercare di rendere il conteggio più corretto possibile. E così si sta valutando l'ipotesi di inserire nel computo non solo i test molecolari ma anche quelli rapidi. La somma delle persone che si sottopongono ai due esami fornirebbe una dato più onesto.
Inoltre è al vaglio anche l'ipotesi di considerare (nel Lazio) ufficialmente positivo chi ha incassato il risultato solo con l'antigenico (in determinate condizioni) senza dover passare dal vaglio del molecolare.

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Infatti per velocizzare il sistema di diagnosi, un mese fa uno studio dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani ha dimostrato che, di fronte a una determinata soglia di carica virale, l'esito del tampone rapido può non esser confermato dal molecolare. Da qui l'indicazione a considerare attendibili i tamponi antigienici che restituiscano un risultato (sulla carica virale rintracciata) superiore a 10 per evitare di ricorrere all'esame classico, riducendo così i tempi e la mole di analisi.
LA POLEMICA
Nel frattempo monta la polemica politica sul numero dei contagiati in Veneto. «Noi da sempre - ha spiegato il governatore Luca Zaia - facciamo un gran numero di tamponi rapidi. Che però non possono essere inclusi nella statistica. O meglio: i positivi sono contati, ma il loro numero viene caricato sui soli tamponi molecolari. Ma nei prossimi giorni, questo cambierà». Un nuovo tipo di conteggio che effettivamente dovrebbe essere applicato su scala nazionale.

 

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