Più giovani e non vaccinati, ecco gli italiani ricoverati in terapia intensiva: i dati dagli ospedali

Lo studio dalla rete degli ospedali sentinella per il Covid della Federazione italiana aziende sanitarie ospedaliere (Fiaso) relativi alla settimana fino al 16 novembre

Più giovani e non vaccinati, ecco gli italiani ricoverati in terapia intensiva: i dati dagli ospedali
di Simone Pierini
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 19:06 - Ultimo aggiornamento: 21:50

La variante Delta mostra la sua forza, ma il vaccino funziona e i dati continuano a dimostrarlo. Nelle terapie intensive italiane infatti la maggioranza dei pazienti ricoverati non è vaccinata, in buono stato di salute e più giovane rispetto ai vaccinati. Il dato è evidente ed è confermato da uno studio pubblicato dalla rete degli ospedali sentinella per il Covid della Federazione italiana aziende sanitarie ospedaliere (Fiaso) relativi alla settimana fino al 16 novembre. Non solo, anche il confronto anno su anno (ma anche con i mesi passati) è chiarissimo. Oggi in Italia è stata superata quota 10mila casi registrati in 24 ore con 72 decessi. Un dato simile di contagi non accadeva dall'8 maggio, a pochi mesi dall'avvio della campagna vaccinale: ma i decessi furono 224. Inoltre esattamente dodici mesi fa, il 17 novembre 2020 i contagi furono 32.191 con 731 morti. 

Il 74% dei pazienti gravi è non vaccinato

Il 74% delle persone ricoverate in gravi condizioni non ha ricevuto alcuna dose o non ha completato il ciclo vaccinale. Un valore ancora più ampio se confrontato al numero di persone che hanno scelto di non immunizzarsi, nettamente più basso rispetto ai cittadini che hanno risposto alla chiamata alla vaccinazione. Solo il 26% dei pazienti positivi in intensiva ha avuto le due dosi a fronte di oltre il 76% degli italiani coperti dal vaccino

Il profilo dei pazienti vaccinati ricoverati

Il 70% dei casi di pazienti vaccinati e ricoverati presenta gravi comorbidità, cioè cardiopatia, obesità grave, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, neoplasia, oppure si tratta di persone dializzate, trapiantate o immunosoppresse, «sulle quali può essersi verificato un fallimento vaccinale causato proprio dalle patologie». Dallo studio emerge inoltre una differenza nell'età media tra vaccinati e non vaccinati ricoverati in terapia intensiva: l'età media dei vaccinati è di 70 anni, quella dei non vaccinati è di 61 anni.

 

Terapie intensive, i dati Agenas delle Regioni

Intanto a livello nazionale, secondo il monitoraggio quotidiano di Agenas, restano stabili e lontane dalla soglia di allerta le percentuali dei posti in terapia intensiva e nei reparti ospedalieri occupati da pazienti Covid, rispettivamente al 5% e 7% di quelli disponibili. Mentre a preoccupare è il Friuli Venezia Giulia, la regione italiana con le strutture sanitarie più appesantite dall'impatto del virus, con un aumento che porta al 14% le terapie intensive occupate da pazienti Covid (ovvero oltre la soglia d'allerta del 10%), e al 13% l'occupazione dei posti in reparto. La percentuale cresce anche in Liguria (al 5%), nella Pa di Trento (al 4%). A registrare un aumento nei reparti di area non critica sono però anche Campania (al 9%), Sicilia (al 10%), Lombardia (all'8%), Provincia autonoma di Trento (al 5%). L'attenzione intanto è puntata sul profilo delle persone completamente immunizzate e sane, pur se in percentuale molto bassa, ma che si sono contagiate e sono ora in rianimazione . «Le variabili possono essere molteplici - spiega Roberto Cauda, direttore dell'istituto di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma - a cominciare da chi è un non responder, ossia un individuo che non reagisce agli immunizzanti, al tempo trascorso tra la seconda dose e l'infezione, alla variante Delta che è estremamente contagiosa».

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I dati confermano efficacia del vaccino

Per il presidente della Federazione aziende sanitarie ospedaliere Giovanni Migliore «l'analisi condotta conferma l'efficacia della vaccinazione nella protezione dalle forme gravi della malattia: la stragrande maggioranza dei ricoverati in terapia intensiva è composta da non vaccinati, in buono stato di salute e più giovani rispetto ai vaccinati». Le informazioni raccolte dagli ospedali sentinella (di cui fanno parte tra gli altri gli Spedali Civili di Brescia, il San Martino di Genova, lo Spallanzani di Roma, il Policlinico di Bari, il Policlinico Tor Vergata della Capitale, la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia) offrono chiaramente una media tra i dati rilevati. Ma ci sono strutture dove a essere ricoverati in rianimazione sono solo persone che non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino. «Il dato dell'ospedale Cotugno di Napoli, punto di riferimento regionale della Campania per i ricoveri Covid, evidenza come quasi tutti i pazienti ospedalizzati siano non vaccinati e i pochi che lo sono presentino comunque una sintomatologia meno aggressiva», riferisce Maurizio Di Mauro, direttore generale dell'azienda dei Colli Monaldi-Cotugno. «Nella nostra terapia intensiva il 100% dei pazienti risulta non immunizzato. A confronto con le precedenti ondate, l'ospedalizzazione è inferiore rispetto al tasso di positività: è la dimostrazione che i vaccini funzionano».

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