Esenzione vaccino, ecco chi può non farlo e perché. Con Djokovic si riaccende il tema

In ogni caso l'esenzione deve essere accertata da un certificato medico

Esenzione vaccino, ecco chi può non farlo e perché. Con Djokovic si riaccende il tema
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Mercoledì 5 Gennaio 2022, 11:45 - Ultimo aggiornamento: 12:22

Green pass necessario, ma non per tutti: diverse categorie sono esentate e, con una certificazione medica, possono viaggiare, prendere i mezzi di trasporto pubblico accedere ai luoghi di lavoro, all’università, alle strutture sanitarie, ai locali che offrono servizio di ristorazione e agli alberghi, senza mostrare all’ingresso il QR Code e il sigillo elettronico qualificato. Il tema è tornato attuale dopo che il tennista serbo Novak Djokovic ha annunciato che parteciperà alla prossima edizione degli Australian Open, uno dei quattro tornei più importanti al mondo, che si terranno a Melbourne dal 17 al 30 gennaio, grazie a un’esenzione medica dal vaccino contro il Covid, al quale non si è sottoposto.

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Il certificato verde attesta una di queste condizioni: aver fatto il vaccino anti-Covid, essere guariti dall’infezione negli ultimi 6 mesi, essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore. Per alcuni soggetti, però, l’obbligo di avere il Green pass non vale. Non devono possedere il certificato verde i minori di 12 anni, per esempio, perché al momento esclusi per età dalla campagna vaccinale. In caso di rientro dall’estero in Italia, però, anche i bambini dai 6 anni in su devono effettuare il tampone molecolare o antigenico rapido.

 

Esenzione vaccino, le categorie 

Ci sono poi le persone esenti dall’obbligo di Green pass perché, per motivi di salute, non possono effettuare la vaccinazione e questo dato deve essere accertato da un certificato medico. È il caso, per esempio, di chi ha avuto una reazione allergica grave dopo una dose: questi soggetti possono scegliere se utilizzare un vaccino di tipo diverso per completare l’immunizzazione, ma dovrebbero prima sottoporsi a test allergologici e a una valutazione di rischio individuale. Il medico curante, quindi, può rilasciare un certificato di esenzione.

Anche le donne in stato di gravidanza, sempre su richiesta del medico, possono essere esentate dall’obbligo di Green pass. Secondo gli studi diffusi dal ministero della Salute, la vaccinazione anti-Covid non è controindicata in questa fase, ma è possibile rimandare l’inoculazione: il dottore può rilasciare un certificato di esenzione temporanea. L’allattamento, invece, non è una controindicazione alla vaccinazione.

Sono sollevati dall’obbligo di Green pass anche i soggetti che hanno sviluppato la sindrome di Guillain-Barré entro 6 settimane dalla somministrazione del vaccino Vaxzevria. In queste situazioni può essere considerato l’utilizzo di un farmaco di tipo diverso per completare l’immunizzazione, ma il medico è comunque tenuto a rilasciare un certificato di esenzione. Vale lo stesso discorso per chi abbia sviluppato miocardite e pericardite dopo la vaccinazione con i vaccini a mRNA Pfizer e Moderna. La decisione di somministrare la seconda dose a chi abbia questo tipo di disturbo deve tenere conto delle condizioni cliniche e deve essere successiva a una consulenza cardiologica.

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