CORONAVIRUS

Coronavirus e jogging, attenti alla scia: mantenere una distanza di 10 metri, studio aerodinamico spiega il perché

Venerdì 10 Aprile 2020 di Paolo Travisi
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Coronavirus e jogging, attenti alla scia: mantenere una distanza di 10 metri, studio aerodinamico spiega il perché

Coronavirus, Abbiamo compreso quanto il distanziamento sociale sia fondamentale per evitare il rischio di contagio da Covid19. Un metro e mezzo almeno la distanza da osservare tra persone. Ma secondo uno studio recente, la stessa distanza per chi pratica la corsa o comunque per chi fa sport, potrebbe essere insufficiente ad allontanare il rischio da contagio. A dimostrarlo una simulazione video, basata su modelli aerodinamici e realizzata dai ricercatori della Eindhoven University of Technology e dell'Università di Lovanio, che evidenzia come la scia di goccioline lasciata nell'aria da chi ci precede, possa richiedere fino a 20 metri di distanza. «Quando ti muovi, corri, vai in bici, cammini, in realtà stai creando un'area dietro di te che viene spesso chiamata scia», ha detto il coordinatore dello studio Bert Blocken, professore di aerodinamica.

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E la distanza di sicurezza varia in base a quello che sta facendo la persona avanti a noi. Se sta camminando, sostiene la ricerca, sarebbe opportuno mantenere almeno 4 metri, se sta praticando jogging, almeno 10 metri, se invece sta in sella ad una bici, meglio tenersi a 20 metri. Queste scie o flussi di aria lasciati in movimento se nella normalità costituiscono un aiuto per gli atleti perché consentono di andare a una velocità maggiore, in questa fase di emergenza costituiscono un potenziale pericolo.

 

«Quando le persone parlano, espirano, tossiscono o starnutiscono, generano goccioline e mentre le goccioline più grandi tendono a cadere per terra per prime, quelle più piccole possono rimanere in aria più a lungo, quindi è importante che una persona che si trova dietro un'altra non cammini in questa nuvola di goccioline», ha aggiunto il ricercatore belga. Dunque anche lo studio sottolinea che la distanza minima di 1,5 metri è utile quando la persona vicina è immobile o cammina lentamente, ma è importante fare attenzione nei casi citati.

Sulla base delle simulazioni, lo studio suggerisce che un modo per ridurre il rischio, è evitare di essere direttamente dietro un'altra persona, preferendo la corsa fianco a fianco o in formazione sfalsata, anche se in Italia attualmente l'attività sportiva in coppia o gruppo è vietata, e dunque si deve correre da soli e nelle immediate vicinanze della propria abitazione.

E c'è anche un altro fattore da considerare, il vento. Lo studio belga è stato effettuato senza tener conto della ventosità, che potrebbe avere un'incidenza ancora diversa da quella divulgata. 
La ricerca, ancora incompleta, è stata pubblicata dai ricercatori accademici proprio perché siamo in una fase di emergenza globale, ma viene sottolineato che il dibattito tra scienziati è tuttora in corso, e richiede ulteriori ricerche virologiche per far luce sulla questione rilanciata dallo studio.

 

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