Rivoluzione manto stradale con l'incognita manutenzione

Mercoledì 12 Giugno 2019 di Paolo Graldi
Annunciata ufficialmente, solennemente, perentoriamente la rivoluzione dei sampietrini. Se l'è intestata con audace sprezzo del pericolo la sindaca Raggi: i picconi rimuoveranno il selciato da 68 vie del centro, le più trafficate e li insedieranno in altre centotredici, aree pedonali altrimenti dette vie dello shopping. Sarà, dal 2020, come ribaltare una frittata.

Roma, via al piano sampietrini: spariscono dalle strade trafficate, arrivano in 113 zone del centro

Togli qua e metti là. Via le pietre secolari e arriva l'asfalto, via l'asfalto e ricompaiono i sampietrini. Principio anche giusto, per carità: quante volte si è detto che il sampietrini non vanno bene nelle vie molto trafficate, dove circolano anche i pesanti bus dell'Atac? C'è un'eccezione: piazza Venezia, cuore nel cuore della metropoli resterà com'è, scivolosa, perigliosa per auto e moto in caso di pioggia.

Troppi disagi a causa dei lavori. L'idea di rimodulare la distribuzione delle preziose pietre di porfido, arma di distruzione delle masse versus la polizia negli anni settanta-ottanta è venuta a quasi tutti i primi cittadini, da Veltroni passando per Alemanno, quindi a Marino per approdare nell'immaginario della Raggi. Come per ogni altra storia romana s'affacciano interrogativi di tutto rispetto: con quali soldi la danza dei sampietrini? In quali tempi reali? Con quali disagi per i cittadini causa lavori senza fine? E poi: la manutenzione sarà assicurata? Capiremo dai fatti. Per adesso una sola certezza: le signore col tacco dodici verranno imprigionate in via Condotti o al Colosseo e non più in via Nazionale. Una autentica rivoluzione calzaturiera. © RIPRODUZIONE RISERVATA