Decoro in città e salute dei cavalli: non sono ammessi passi indietro

Lunedì 18 Febbraio 2019 di Paolo Graldi
La guerra infinita per regolamentare l’uso delle botticelle, con buona pace dei cavalli, primi beneficiari di un provvedimento di clemenza, sembrava approdare a ragionevoli soluzioni: “trazione animale” solo in certi parchi, a certe ore, mai sotto il solleone o al gelo. Macché. Poiché la Capitale e i suoi infaticabili amministratori hanno risolto da tempo tutti i problemi che l’affliggevano, entusiasmando i cittadini, ecco riapparire sui tavoli di lavoro del Campidoglio il tema che manda in bestia, scusate il bisticcio, gli animalisti, ma anche molti altri normali pensatori. La Lega, custode delle tradizioni anche là dove i cavalli tirano slitte, pretende il via libera alle botticelle anche nelle strade e nelle piazze romane: torna dalla finestra quel che si era cacciato dalla porta dopo lo sconsolante spettacolo di quei poveri animali stramazzanti di fatica, custodi di un rito che non affascina quasi più nessuno e talvolta offende il buon gusto. Ora il governo del cambiamento vuol rimettere le mani al Codice della strada, quello che consentirebbe ai ciclisti di pedalare contromano, non fumare in macchina ma a poter correre a 150 all’ora. E così, tornano in pista, ovunque, contro ogni ragionevole e elementare argomento, (compresi quello igienico-sanitario e di decoro anche olfattivo) quei poveri animali, in un litigioso palcoscenico di polemiche politiche. Il cinico gioco delle parti vuole rimettere la mordacchia a quei cavalli impiegati come taxi d’antan, dov’è impossibile rintracciare qualcosa di poetico o di romantico. Cambiare si deve. Il “come cambiare” resta fattore dirimente. © RIPRODUZIONE RISERVATA