Il dubbio dei pedoni romani: il pulsante del semaforo funziona?

Il dubbio dei pedoni romani: il pulsante del semaforo funziona?
di Pietro Piovani
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Lunedì 4 Febbraio 2019, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 18:52

In altre grandi capitali è acclarato che i pulsanti dei semafori, quelli per i pedoni, sono finti. Li chiamano “bottoni placebo”, perché ti fanno credere di avere il controllo della situazione, ti aiutano a ingannare l’attesa, ti dissuadono dal passare con il rosso. A New York per esempio il dipartimento dei Trasporti ha ammesso che in città su dieci pulsanti pedonali solo uno è realmente funzionante. A Parigi invece pare che funzionino, ma soltanto di notte.

E a Roma? L’agenzia “Roma Servizi per la Mobilità”, interpellata, ci assicura che tutti i 1.400 semafori capitolini sono sottoposti a manutenzione ogni sei mesi. Ma allora come mai dopo aver premuto il tasto avvertiamo sempre quell’intima, spiacevole sensazione di essere presi per i fondelli? L’agenzia per la Mobilità ci spiega che la chiamata del verde al semaforo non è come la chiamata di un ascensore: quando schiaccio il pulsante mi inserisco in un ciclo rosso-giallo-verde, quindi la risposta può non essere immediata. 


Prendiamo per buona la spiegazione e ci rallegriamo per l’efficienza, anche se ogni pedone romano dentro di sé continuerà a premere il bottone con diffidenza e guardandosi intorno, quasi vergognandosi, come se da un momento all’altro potesse venire qualcuno a sfotterlo: “Ahaha ci hai creduto!”.
pietro.piovani@ilmessaggero.it
 

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