Scuole Roma, licei aperti da lunedì: «Ma 9 studenti su 10 senza tampone»

Scuola Roma, liceali aperti da lunedì: «Ma 9 studenti su 10 senza tampone»
di Lorenzo De Cicco
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Venerdì 15 Gennaio 2021, 00:25 - Ultimo aggiornamento: 09:16

Nei licei di Roma, con o senza i nuovi banchi a rotelle, si torna in classe lunedì prossimo: la tele-didattica si dimezza, il 50% degli studenti potrà lasciare il pc a casa. Del rientro si è parlato ieri in due vertici, uno in Prefettura, l’altro in Regione. In entrambe le riunioni è emerso lo stesso orientamento: il 18 è la data da cerchiare sul calendario, non ci saranno ulteriori rimandi. La “dad” tornerebbe al 100% solo con un eventuale passaggio del Lazio in zona rossa (ma da domenica saremo arancioni).

Scuola Roma, le proteste degli studenti dei licei

Anche il governatore Zingaretti si è espresso in questo senso a inizio settimana: «Lunedì riapriremo la scuola, ma dobbiamo sapere che un margine di rischio c’è». Per questo molti presidi, su spinta delle Asl, avevano invitato i liceali a fare il test prima del rientro. La Regione addirittura ha riservato agli studenti tra i 14 e i 18 anni i turni pomeridiani dei drive-in. Ma migliaia di appuntamenti non sono mai stati prenotati. «Purtroppo è vero, la maggior parte dei ragazzi tornerà in aula senza avere fatto il tampone», conferma il provveditore del Lazio, Rocco Pinneri. «Dai nostri dati sono 8mila gli studenti che si sono sottoposti al test». Poco più del 10% dei 75mila che torneranno in presenza (il divario è probabilmente perfino più ampio, dato che tra chi ha fatto il tampone qualcuno potrebbe far parte del 50% che rimarrà in “dad”).

«Fare il test è un dovere civico, tutti dovrebbero sottoporsi all’esame prima del rientro», incalza Mario Rusconi, capo dell’AssoPresidi di Roma. «È un tema di sicurezza». Per evitare la calca davanti ai portoni, è stata allertata la Polizia locale e la Protezione civile. L’Atac spedirà 250 agenti ai capolinea solitamente più affollati per diradare i passeggeri, mentre le forze dell’ordine sorveglieranno i grandi nodi di scambio. Il prefetto Matteo Piantedosi ha creato un organismo ad hoc, un osservatorio anti-assembramenti, che terrà d’occhio la situazione tramite le varie sale operative, per intervenire in corsa. Gli studenti continuano a premere per un ritorno «in sicurezza», a centinaia anche ieri hanno studiato in piazza o nei parchi (alcuni alunni del Tasso sono andati a Villa Borghese). PIÙ CORSE La sfida principale, su cui si è dibattuto per settimane, è la gestione dei trasporti, dove l’assiepamento è facile anche con le scuole chiuse.

 

L’entrata degli studenti resta suddivisa in due fasce (il 60% entrerà alle 8, gli altri alle 10 con un orario accorciato). Sono stati sborsati 16 milioni di euro per rimpolpare la flotta dei mezzi pubblici. Altri 22 sono stati stanziati. Tra Atac, Cotral e Astral, si punta a macinare 3.500 corse in più al giorno tramite i pullman turistici. Saranno corse ordinarie, non solo riservate agli studenti. Per realizzare tratte ad hoc per ogni classe, altrimenti, sarebbero serviti 15mila pullman. Impossibili da reclutare, si discuteva nel vertice di ieri in Prefettura, e anche dannosi probabilmente: con 15mila torpedoni incanalati nelle strade dell’Urbe tutti insieme l’ingorgo sarebbe assicurato, più del solito. 

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