ROMA

Roma, arrivano i gazebo per elementari e medie

Domenica 5 Luglio 2020 di Fabio Rossi

Gazebo nei cortili delle scuole, per ospitare a rotazione le classi delle elementari e delle medie (e di alcune materne) degli istituti comprensivi del I e II Municipio. In vista dell’apertura del prossimo anno scolastico, che si preannuncia piena di ostacoli, si cercano soluzioni utili per assicurare a tutti gli studenti, più o meno piccoli, l’indispensabile didattica in presenza, dopo i durissimi mesi vissuti - anche sul fronte educativo - dal 5 marzo in poi. E le ex circoscrizioni I (centro storico-Prati) e II (Flaminio-Parioli-San Lorenzo), entrambe governate dal centrosinistra, punteranno sugli spazi aperti: con strutture coperte (ed estensibili), che permetterebbero di recuperare preziosissimi metri quadrati a disposizione di alunni e insegnanti.
 
I due distretti hanno deciso di presentare questo tipo di progetto per utilizzare i fondi messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione (circa 200 mila euro a Municipio) per realizzare strutture di “edilizia leggera” che servano proprio a fronteggiare l’emergenza Covid. «Abbiamo inoltrato il nostro progetto al Campidoglio, con il prototipo dei gazebo che si andrebbero a installare nei cortili delle scuole che dispongono di spazi adatti - spiega Emanuele Gisci, assessore alle politiche educative e scolastiche e vicepresidente del II Municipio - Noi puntiamo a dotarne i nostri istituti comprensivi, per aumentare la possibilità di accogliere le classi».
 
I tempi sono stretti, visto che l’inizio del prossimo anno scolastico è stato fissato per lunedì 14 settembre. Ma i due Municipi interessati hanno già pronte le liste degli istituti che dovrebbero dotarsi dei gazebo. Nel I sono interessati gli istituti comprensivi Daniele Manin, all’Esquilino, Elsa Morante (Testaccio), Ennio Quirino Visconti (Pantheon), Regina Elena (rione Ludovisi). Regina Margherita (Trastevere), Via delle Carine (Colosseo), Via Guicciardini (tra via Merulana e via Labicana) e Virgilio, in via Giulia. Nel II si punta a realizzare le “classi all’aperto” negli istituti comprensivi Alfieri-Lante (Pinciano-Salario), Falcone e Borsellino (zona piazza Bologna), Fratelli Bandiera (zona piazza delle Province), Luigi Settembrini (quartiere Trieste) Piazza Winckelmann (zona Lanciani), Sinopoli-Ferrini (zona viale Somalia), Tiburtina Antica (San Lorenzo), Via Boccioni (Parioli), Via Micheli (Villaggio Olimpico), Via Volsinio (quartiere Africano). In tutti questi complessi andranno individuati gli spazi adatti a strutture che sono comunque anche modulabili a seconda delle esigenze.
 
Ma la situazione generale non è buona, in vista della riapertura delle scuole. E se per elementari e medie si tenterà di recuperare qualche spazio con i gazebo, nel centro storico per le scuole superiori potrebbero arrivare brutte sorprese. «A settembre non potranno riaprire: mancano gli spazi per il distanziamento e non ci sono alternative, a meno che non si cambino le regole - avverte Giovanni Figà Talamanca, assessore alle politiche educative e scolastiche del I Municipio - Si tratta di trenta istituti, per un totale di circa 30 mila studenti». Venerdì è in programma una riunione al Municipio con i presidi e i presidenti dei consigli scolastici, per tentare di trovare possibili soluzioni.
 
Ma il quadro generale si presenta molto complesso. La Capitale e il suo hinterland, dai dati reperibili dall’Ufficio scolastico regionale, contano 1.827 edifici scolastici: 544 per l’infanzia, 697 per le elementari, 341 per le medie e 245 per gli istituti superiori. In tutto ci sono 23.496 classi e gli studenti totali superano le 500 mila unità. Al momento, stante le norme sul distanziamento sociale, il posto sarebbe assicurato a meno di 140 mila allievi. Per il resto, è corsa contro il tempo (Covid permettendo) per permettere a tutti (o almeno a più studenti possibile) di poter tornare regolarmente tra i banchi.

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