Sapienza, al via il nuovo Anno Accademico. Mattarella: «L'Italia vince il Referendum sui vaccini»

Sapienza, al via il nuovo Anno Accademico. Mattarella: «L'Italia vince il Referendum sui vaccini»
di Camilla Mozzetti
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Lunedì 22 Novembre 2021, 14:58 - Ultimo aggiornamento: 16:14

Scienza come punto di partenza e traguardo di civiltà insieme al concetto di responsabilità, declinato come dovere sociale e impegno civile. Entrambi strumenti per superare gli ostacoli e costruire un futuro migliore. «È difficile capire il presente senza interrogarsi sul rapporto tra fiducia e conoscenza, quella fiducia epistemica che oggi sembra posta in discussione da momenti di crisi sociale che minano l'autorevolezza dell'azione medico-scientifica e dell'informazione, come è apparso evidente sui temi della campagna vaccinale e dei provvedimenti di sicurezza. Il nostro compito non è quello di condannare moralmente le posizioni antiscientiste, perché giudicare non è nostro cómpito, ma di renderci pienamente responsabili della formazione di una coscienza collettiva fondata sulla conoscenza. Questo sì che è un nostro compito», scandisce la Rettrice dell'università Sapienza Antonella Polimeni. Il primo Ateneo pubblico della Capitale dà il benvenuto al 719esimo Anno accademico ed è proprio intorno al concetto di "responsabilità" che si susseguono nella grande Aula Magna i tanti interventi.

 

Mattarella alla Sapienza: «L'Italia vince il Referendum sui vaccini»

Inevitabilmente la pandemia da Covid, le sfide che ha posto in essere, non solo sul fronte sanitario e scientifico, diventano argomento di discussione e riflessione. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che a poche settimane dalla fine del suo mandato torna con affetto nell'università dove ha studiato, parla di un'Italia che vince un Referendum importante: «Le vaccinazioni non sono state solo lo strumento che ci ha difeso, salvato letteralmente, e che ci sta consentendo di contenere questa violenta quarta ondata che ha messo in difficoltà Paesi tradizionalmente ben organizzati ma è anche una sorta di Referendum sulla scienza. E sino a ieri siamo a quasi al 90% dei cittadini vaccinati sopra il 12 anni. Insomma, questo referendum vede 9 a 1 a vantaggio della scienza». La platea si alza in piedi ed applaude calorosamente. C'è gioia in quest'Aula Magna da dove inizia un nuovo anno - stavolta in presenza per gli studenti con verifiche e tamponi molecolari ciclici a carico dell'università - che non è soltanto un nuovo inizio per lo studio. C’è tanto da fare, da costruire e ricostruire, negli anni in cui il Paese e il mondo intero sono stati colpiti dalla pandemia da Covid-19. Ma c’è anche la responsabilità dell’impegno, sottesa a migliorare il futuro attraverso lo studio, la cultura, la ricerca. Perché come si legge nell’Aula Magna  “Se hai il sapere, o giovane, sarai immortale”. 

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La Rettrice Polimeni, nel prendere la parola ricorda il giovane Gaspard Cotterot, lo studente francese drammaticamente scomparso sabato notte dopo esser caduto dalla torre di Santa Bibiana a Termini: «Era un nostro studente Erasmus, siamo vicini alla famiglia». Poi inizia il suo intervento, la parola chiave è "responsabilità", come dovere, scelta, progetto, e strumento di conoscenza. «Responsabilità una parola entrata relativamente tardi nel lessico europeo, alle soglie della modernità - argomenta la Rettrice - Intendiamo la capacità di rispondere a una sfida, a un’emergenza, a un cómpito dinanzi a terzi. Se essere responsabili vuol dire saper reagire e dar conto delle nostre azioni nei confronti degli altri, responsabilità è parola capace di veicolare una grande costellazione di concetti. E come le costellazioni celesti guidavano la rotta degli antichi naviganti, la costellazione delle responsabilità guida ora Sapienza nel suo percorso verso la società della conoscenza. Trasmettere il sapere non può prescindere dalla costruzione, in molti casi ricostruzione, di un sentimento di fiducia collettiva». La stessa fiducia collettiva auspicata dal sindaco Roberto Gualtieri, profondamente legato alla Sapienza dove si laureò tornando poi a insegnare. «Siate i protagonisti - dice il sindaco rivolgendosi agli studenti dell'Ateneo - della vita di questa università ma siatelo anche della città, perché il vostro sguardo verso il futuro rappresenta una ricchezza per Roma». 

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Ad assistere alla cerimonia c'è anche un gruppo di ricercatori, a cui la Regione Lazio tende sempre di più aiuti e sostegni. «E' tempo ora senza ambiguità di puntare sulla scienza, sulla ricerca», spiega il governatore Nicola Zingaretti che annuncia un piano di investimenti da ora al 2026 di 420 milioni destinati al settore. «Sosterremo i ricercatori - conclude Zingaretti - destinando fino a 2 mila euro per ognuno, bisogna cancellare la vergogna che i nostri ricercatori siano i meno pagati d'Europa». A prendere la parola è anche il professor nonché premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi che si sofferma sulle pratiche antiscientifiche e sull'ipotesi che venga approvata dallo Stato una legge «francamente stregonesca come l'agricoltura biodinamica». Risponde Mattarella in persona: «E' una questione che sta nel Parlamento e io notoriamente non posso pronunziarmi ma posso ben dire che vi sarebbero, perché diventasse legge, altri passaggi che rendono lontana questa ipotesi». Significativo e in parte commovente l'intervento di Malila Nazari, studentessa di "Global Humanities"  che recita una poesia intitolata il "Buio" pensando alle sue "sorelle" afghane. 

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